LA NOSTRA VITA: UN CANTIERE

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 “FINE DELLA COSTRUZIONE – Grazie per la vostra pazienza!”

 

Queste sono le parole sulla tomba di Ruth Bell Graham, moglie del famoso evangelista Billy Graham. Ruth, nata e cresciuta in Cina e per tanti anni a fianco di un uomo impegnato a proclamare la Parola di Dio in tutto il mondo, aveva visto quella frase durante uno dei suoi frequenti viaggi e, sorridendo, aveva esclamato:

“Ecco, vorrei queste parole sulla mia lapide!”

Il suo desiderio è stato esaudito nel 2007, quando morì.

 

Anche noi un giorno moriremo. E anche la nostra costruzione arriverà ad una fine.

La domanda che mi pongo a questo punto è questa:

“Che cosa ho costruito?

A che livello è la mia costruzione?

Che materiale ho usato per costruire e, soprattutto, qual è il fondamento sul quale ho posto la costruzione della mia vita?”

 

Ogni figlia di Dio sa che esiste una sola ed unica base che regge.

Un unico fondamento al quale possiamo affidare le fatiche del nostro cammino di vita. Questo fondamento è Gesù Cristo. Nessun dubbio!

 

Un giorno ho deciso di scambiare le paludi fangose, dove ero stata immersa fino al collo, con la solida roccia che è Gesù Cristo. Lui ha sentito le mie grida di aiuto, mi ha tirato fuori, ha lavato via ogni sporcizia, ogni traccia di fango, e mi ha posto nel luogo sicuro e fermo del suo amore.

 

Da quel giorno ho iniziato a costruire davvero.

Ho imparato che tutti i figli di Dio sono chiamati ad essere ingegneri, geometri, architetti, muratori e operai.

 

A me, che non sono capace neanche a piantare una tenda, il Signore ha dovuto riservare un lungo periodo di apprendistato! Però lui non ha perso mai la pazienza, non ha mai fatto paragoni con altri più veloci e più bravi di me. E così sono giunta alla fine di avere tutti i requisiti per costruire bene.

 

Dio, nella sua infinita bontà e misericordia, mette a disposizione dei suoi figli il giusto fondamento, la capacità e tanto materiale buono e valido.

 

 

POSSO SCEGLIERE…

 

Nessuno di noi può scegliere il luogo e la famiglia in cui nascere, però ci sono delle cose che dipendono dalla nostra scelta.

La Bibbia ci dice di scegliere con estrema cura ed attenzione:

 

 

1. Il luogo della costruzione

 

Ad ogni essere umano viene assegnato un pezzetto di terreno sul quale inizia a costruire. Ben presto si renderà conto che quel suolo a lui assegnato, non è un buon suolo. Non è stabile e il lavoro risulta sempre insoddisfacente.

Molta gente fa finta di non accorgersi e si accanisce, fa dei palazzi sbilenchi, si affatica ad aggiungere più pezzetti possibili, con il risultato di vedere, alla fine, crollare tutto.

 

Questo sarebbe il destino dell’uomo!

“Sarebbe”: posso usare il condizionale perché questo crudele destino ha una gloriosa alternativa!

 

Dio ha dato a tutti, indipendentemente da come sono bravi a costruire e dal livello della loro attuale costruzione, la possibilità di abbandonare il luogo instabile e di trasferire il proprio cantiere su un terreno buono.

Dio non chiede nulla in cambio; questa offerta è totalmente gratuita!

Egli offre ad ogni essere umano un nuovo pezzetto di terreno, perfetto, stabile, assolutamente adeguato a reggere una bella e durevole costruzione!

 

Ora sta a noi: scegliere di lasciare il nostro cantiere sbilenco oppure continuare ad arrabattarci come abbiamo sempre fatto e rifiutare un’offerta così vantaggiosa!

 

Per avere quel lotto perfetto, devo però abbandonare completamente quello vecchio!

Non è possibile lavorare in tutti e due cantieri. O l’uno o l’altro. Nessun compromesso!

Dio mi offre un pezzetto di terra in Cielo, sul quale io posso costruire, ma per averlo devo abbandonare tutte le mie vecchie cose.

Devo dimenticarmi del mio vecchio cantiere e devo mettere tutte le mie forze sul nuovo.

Se faccio questo, sono un figlio di Dio, con un legittimo certificato di possesso di un posto in Cielo!

Questo posto non sarà mio in un futuro nebuloso, lo è già adesso!

 

Se invece rifiuto, rimarrò un nemico di Dio, lontano da lui, senza nessuna possibilità di raggiungere la sua approvazione. La mia vecchia costruzione non varrà nulla e non potrà stare alla sua presenza per tutta l’eternità.

 

 

2. I materiali della costruzione

 

Se sono stata intelligente e ho scelto di accettare il terreno solido che Dio mi ha regalato, allora posso davvero cominciare a costruire. Non devo più avere paura che l’edificio crolli a causa del suolo sabbioso perché il nuovo suolo è forte, sicuro, roccioso.

Adesso però devo fare un’altra scelta: quali materiali uso?

Ne ho diversi a mia disposizione: materiali leggeri come paglia, fieno o legno, con i quali forse fatico meno perché pesano poco e non sono ingombranti, oppure materiali pregiati come oro, argento e pietre di valore.

Mentre il luogo della mia costruzione mi viene dato da Dio senza un mio contributo, per la costruzione invece mi viene chiesto di impegnarmi!

 

La mia costruzione non si farà da sola! Dio mi dà un fondamento perfetto e poi mi chiede di lavorare, di sudare. E mi chiede di usare dei materiali buoni. Me li mette a disposizione ma io li devo prendere e farci qualcosa.

 

Alla fine, quando Dio porrà fine alla mia vita qui sulla terra, lui proverà la mia costruzione. La farà passare per il fuoco e se il lavoro svolto da me è stato eseguito con legno, paglia o fieno, allora non rimarrà che il fondamento che lui stesso mi ha donato. Se ho usato invece oro, argento o pietre di valore, la mia costruzione resisterà al fuoco e rimarrà in piedi!

 

 

Sconfitta o vittoria

 

Nessuno di noi costruisce in gruppo. Non siamo chiamati ad edificare condomini.

Ognuno deve costruire da solo.

Ognuno deve fare personalmente la scelta del dove e del come della propria costruzione. Dio chiederà personalmente a tutti il rendiconto delle proprie decisioni.

 

Io ho scelto.

Voglio vincere.

Voglio essere dalla parte del Vincitore.

Ho accettato il dono di Dio, il luogo sicuro e stabile e ho cominciato lì a costruire.

Ho afferrato l’offerta di Dio.

 

Gesù Cristo è venuto in questo mondo con un unico scopo, quello di morire.

Egli ha deciso di diventare il sacrificio perfetto, eccellente e completo attraverso il quale tutte le persone possono avere il diritto di diventare figli di Dio e ricevere la licenza per poter costruire sul luogo giusto. Dio vuole regalarci questa licenza, si aspetta solo una cosa da noi: il nostro “Sì”!

L’unica cosa che possiamo fare davanti ad un dono così immenso è afferrarlo con gioia e dire grazie!

 

 

Fallimento o successo

 

Ora, con la gioia e la gratitudine nel cuore, devo impegnarmi a costruire.

Io ci sto lavorando.

Lavoro da tanti anni.

Qualche volta penso di fare notevoli progressi, altre volte mi sembra di andare un tantino a rilento. Ma le cose vanno avanti.

Ora il mio desiderio è di usare i materiali giusti, quelli che passeranno indenni la prova del fuoco. So che, se lavoro, sudo, scalcio e trascino le cose con un altro obiettivo del solo piacere a Dio, allora edifico con paglia e fieno.

Quanto desidero usare l’oro e l’argento, invece!

 

Il fallimento o il successo è determinato dalla mia scelta di materiali.

Ogni minuto della mia vita, ogni parola detta e pensata, ogni azione, segreta o manifesta, tutto questo è materiale che io uso.

Spesso mi fermo e mi chiedo come Dio vede la mia costruzione. Io non ho gli occhi di Dio… ma un giorno lo saprò e fino a quel giorno mi impegno a costruire.

 

 

E tu?

 

Ecco una domanda urgente:

“Dove sta la tua costruzione di vita?

Su un fondamento solido?

Oppure rischia di franare perché non hai ancora abbandonato il tuo vecchio cantiere per trasferirti in quello giusto?”

Ma, se stai già sul fondamento di roccia che Dio ti ha dato:

“Che materiale stai usando?”.

 

Nessun figlio di Dio vorrebbe vedere la propria costruzione bruciata completamente e trovarsi solo davanti al fondamento.

Tutte le fatiche e il lavoro per nulla!

Siamo saggi e usiamo il materiale prezioso che Dio ci dà: l’oro, l’argento e le pietre preziose!

Così, quando arriverà la nostra “FINE DELLA COSTRUZIONE” Dio potrà dirci:

 

• “Ben fatto, buono e fedele servitore, entra nella gioia del tuo Signore!”.

• “…poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù.

Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, l’opera di ognuno sarà messa in luce, perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno.

Se l’opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà la ricompensa; se l’opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo, però come attraverso il fuoco”.

(1Co 3:11-15)