Risurrezione e glorificazione

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Introduzione

 

Distruggerà per sempre la morte; il Signore, l’Eterno asciugherà le lacrime da ogni viso, toglierà via da tutta la terra il vituperio del suo popolo, perché l’Eterno ha parlato. In quel giorno si dirà: «Ecco, questo è il nostro DIO: in lui abbiamo sperato ed egli ci salverà. Questo è l’Eterno in cui abbiamo sperato; esultiamo e rallegriamoci nella sua salvezza!»(Is 25:8-9).

 

“Ora Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi con la sua potenza” (1Co 6:14).

 

La risurrezione e la glorificazione sono la nostra ferma speranza, la definitiva redenzione dal nostro corpo mortale. Sono la gioia più grande per un credente, perché questi due fatti sono uniti all’incontro con il Signore Gesù. Come una sposa si prepara e si adorna accuratamente nei giorni precedenti al suo matrimonio, così mediante la risurrezione e la glorificazione, la chiesa sarà preparata e adornata completamente per le nozze dell’Agnello. È il compimento della nostra totale redenzione (Ef 4:30). Solo chi possiede il sigillo dello Spirito Santo potrà farne parte (Ro 8:11; Ef 1:13-14). Solo questi saranno chiamati a partecipare alla sorte dei santi in Cristo Gesù.

La piena Redenzione dell’uomo si adempie in tre fasi:

• Giustificazione (Ro 3:23-24; 4:25;5:1). Garantisce per fede “l’accesso” alla salvezza gratuita per la grazia di Dio e quindi anche al regno spirituale di Dio. Mediante essa Dio ci “dichiara giusti e innocenti” sulla base della giustizia di Cristo Gesù. La giustificazione è ciò che ci libera dall’amaro salario del peccato (Ro 6:22-23).

 

 Santificazione (1P 1:2; Ro 6:22). Avviene per opera progressiva dello Spirito Santo e nella misura in cui noi camminiamo per lo Spirito non adempiendo i desideri della carne (Ga 5:17). È la costante e sempre più marcata separazione dell’uomo dal peccato. È il frutto che ci permette di essere sulla terra l’immagine del Signore Gesù Cristo.

 

• Glorificazione (Ro 6:22; 8:17,30; 1Co 15:53). È il compimento assoluto della nostra salvezza. È la trasformazione del nostro corpo mortale in un corpo glorioso, simile a quello di Cristo Gesù. È la massima manifestazione dell’uomo nuovo in Cristo. Sapendo che sangue e carne non possono ereditare il cielo, Dio trasforma il nostro corpo mediante la sua potenza. La glorificazione è “il fine” e la “manifestazione” piena del regno spirituale di Dio.

 

La glorificazione avviene in tre situazioni diverse a seconda delle tre diverse categorie di credenti:

a) Alla prima risurrezione, al ritorno di Gesù: per i credenti che si sono addormentati in Cristo prima della sua venuta.

b) Al rapimento: per i credenti che saranno ancora in vita nel giorno del ritorno di Cristo Gesù.

c) Prima del Regno millenniale di Cristo: per i martiri della tribolazione che si saranno ravveduti e che avranno ricevuto in dono la vita eterna.

 

 

Significato dei due termini

 

Risurrezione: “Svegliare dal sonno, alzarsi, sollevarsi, far apparire in pubblico, ridestare, rianimare, ritornare alla vita, suscitare, far muovere verso l’alto di nuovo e far rivivere, richiamare un morto alla vita eterna”.

 

Glorificazione: Esaltazione, magnificazione, stato di perfezione e di gloriosa beatitudine (il modello di comparazione d­ella perfezione in questo caso è Cristo Gesù)”.

 

Già dal significato di questi termini possiamo mirare la grandezza e la bellezza di questi due fatti che stanno per realizzarsi.

Che prospettiva gloriosa davanti a noi! Essa ci aspetta a braccia aperte! È giusto però avvertire coloro che non credono che Dio ha previsto la risurrezione per tutti gli uomini, anche per quelli che non hanno riposto la loro fede in Cristo Gesù. Ma, se mentre quelli che sono in Cristo saranno pure glorificati, gli increduli non riceveranno alcuna gloria ma solo umiliazione. Essi risorgeranno non per vivere in eterno nella gloria, ma per un’eternità di angoscia ed umiliazione.

 

Invece, chi ha creduto in Cristo non può che esultare e giubilare. Il suo cuore si riempie di speranza e il suo volto s’irradia di certezza e allegrezza. Infatti “…colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?”(Ro 8:32).

 

 

La nostra risurrezione e la nostra glorificazione nel piano di Dio

 

Noi sappiamo bene che l’uomo, essendo fatto ad immagine e somiglianza di Dio, è il secondo essere vivente tri-unitario dopo l’Eterno. Se il Signore è un Unico Dio ma in tre distinte Persone: Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, allo stesso modo l’uomo è un’unità fatto di spirito, anima e corpo (1Te 5:23). L’identità dell’uomo è questa. Alterando o scindendo questa tri-unità, l’uomo perderebbe la sua stessa identità di uomo. Pertanto, Dio non vuole salvare solo l’anima e lo spirito ma vuole redimere anche il corpo. Così l’ha creato (Ge 2:7) e così desidera salvarlo. I santi che ora sono alla presenza del Signore nel cielo sono in uno stato di attesa e di incompletezza. Essi attendono che le loro anime siano congiunte al corpo glorioso che Dio darà loro alla risurrezione. Dio vuole salvare totalmente l’uomo. Per farlo deve salvarlo come spirito,anima e corpo. Non può essere diversamente.

La totale redenzione che noi attendiamo non è quella dello spirito e dell’anima ma è quella del corpo. Così come Dio salverà totalmente l’uomo nella sua tri-unità, allo stesso modo lo condannerà (Mt 10:28; Gv 5:28-29). In tal modo egli realizza una totale salvezza di vita eterna per i credenti e una totale condanna a perdizione eterna per gli increduli.

 

Sappiamo inoltre che la salvezza e la vita in Cristo Gesù di cui ora godiamo è spirituale ed invisibile. Poiché lo spirito è vivo e rigenerato, ma il nostro corpo non è stato ancora cambiato, glorificato e liberato seppur si spoglia progressivamente degli atti del vecchio uomo santificandosi quale tempio dello Spirito Santo (1Co 6:19). Siamo nati di nuovo di una vita spirituale che è dentro di noi e che si manifesta all’esterno nella misura in cui presentiamo le nostre membra in sacrificio vivente a Dio per esser servi di giustizia (Tt 3:5-6; Gv 1:13; 3:3-8; Ro 6:11-13). Ora, questo tesoro è attualmente custodito in un “vaso di terra” corruttibile (2Co 4:7). Ma alla risurrezione, questa nuova vita spirituale in Cristo Gesù sarà manifestata pienamente in gloria anche nel nostro corpo.

 

Dobbiamo inoltre ricordare che la grande misericordia di Dio “ci ha rigenerati, a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per un’eredità incorruttibile, incontaminata, che non appassisce, conservata nei cieli per noi”(cfr. 1P 1:3-4). Pertanto la rigenerazione del nostro spirito, ad opera dello Spirito Santo, apre le porte ad una prospettiva ancora più gloriosa che ancora non vediamo se non per fede. Questa vita di gloria, attualmente è rinchiusa in un seme piccolo e brutto, ma ciò che da esso uscirà sarà qualcosa di splendido. Così come il sembiante di una pianta pare che non abbia nulla a che fare con il suo seme, così pure sarà il regno dei cieli quando sarà manifestato in tutta la sua gloria e potenza (Mt 13:31-32). Abbiamo così dimostrato che se è vero che ora Dio salva solo la nostra anima, nel suo piano di redenzione v’è la risurrezione e la glorificazione del corpo, affinché si riacquisti pienamente l’immagine irreprensibile e santa che Dio aveva impresso nell’uomo sin dalla sua creazione (Ge 1:26).

I nostri fratelli e la nostre sorelle in Cristo che ci hanno preceduto in Cielo, ora sono incompleti poiché aspettano la risurrezione del corpo. In quel momento la loro anima si riunirà al corpo glorificato e la redenzione sarà completa. Il Signore risusciterà in gloria quei corpi che per la fede in Cristo sono divenuti il tempio di Dio. Così come Gesù ha permesso la distruzione del suo “tempio” (corpo) e in tre giorni lo ha ricostruito (Gv 2:19), così egli ricostruirà “il tempio” di tutti i figli di Dio e lo glorificherà.

Infatti il Salvatore disse:

“…chiunque viene alla conoscenza del Figlio e crede in lui…io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6:40).

 

 

La necessità della risurrezione e della glorificazione

 

L’uomo è stato tratto dalla polvere della terra ancor prima che quest’ultima fosse maledetta a motivo del peccato (Ge 2:7). La terra era ripiena della benedizione di Dio, pertanto il corpo del primo uomo, fu un corpo di benedizione e non di maledizione. Il corpo di Adamo era perfetto, santo e senza difetto. Dio non creò nulla che fosse imperfetto. I danni furono inevitabilmente conseguenti al peccato. Perciò anche la donna, creatura di Dio tratta dalla costola dell’uomo, era senza difetto e imperfezioni. Così come il corpo dell’uomo fu tratto da polvere benedetta e pura, anche il corpo della donna fu tratto dal corpo e dal sangue puro di Adamo. In questa creazione abbiamo una grande immagine di Cristo e della sua Chiesa. Notiamo pertanto che l’uomo non aveva bisogno di risurrezione e di un corpo glorificato prima dell’ingresso del peccato. L’uomo viveva alla presenza di Dio e non era ancora privo della sua gloria.

Per quale motivo è perciò necessaria la risurrezione e la glorificazione ai fini della salvezza dell’uomo? Ecco alcuni motivi:

 

a) Genesi 3:7 – Dopo aver peccato contro Dio, l’uomo si vergogna del proprio corpo poiché aveva perso il controllo su di sé. Dio ora vuole dare all’uomo un corpo di cui non vergognarsi più, un corpo che non sarà più incontrollabile e mai più soggetto al peccato. Egli darà all’uomo un corpo che non necessita di essere coperto. Dio fa morire l’uomo nel suo corpo di vergogna ma lo risuscita in un corpo glorificato.

 

b) Genesi 3:19 – Dopo l’ingresso del peccato è entrata la morte. L’uomo tornerà ad essere la stessa polvere di cui è fatto. In tal modo l’uomo non viene annullato totalmente ma perde la sua identità di uomo in quanto che, alla morte, il suo essere tri-unitario viene momentaneamente sciolto. Dio però non permetterà mai che la sua creatura rimanga incompleta per l’eternità. Nella sua grazia salverà appieno i credenti, e nel suo giusto giudizio condannerà appieno i ribelli increduli.

 

c) L’uomo non può accedere alla vita eterna con Dio se prima la morte non è sconfitta. Infatti nel testo di Genesi 3, la morte precede lo sbarramento dell’albero della vita. In tal modo la morte impedisce l’accesso allo stato eterno condizionandone anche la destinazione. Cristo, avendo trionfato sulla morte, ha riaperto la Via dello stato eterno. Lui è la Via e la Vita (Gv 14:6). Quando la morte, l’ultimo nemico dell’uomo sarà distrutto, si potrà accedere allo stato eterno (1Co 15:26).

 

d) La risurrezione conferma che nel cuore e nel piano di Dio, sin dalla creazione, non c’era la morte ma la vita.Il suo intento è sempre stato la vita. Egli si è adoperato con sublime amore nei nostri confronti non per la nostra morte ma per la nostra liberazione da essa. La risurrezione conferma il progetto divino.

 

e) La risurrezione è la gloriosa e pubblica testimonianza che solo quelli che avranno creduto in Cristo Gesù saranno risparmiati dall’ira a venire e dal fuoco eterno (1Te 1:10; 5:9-10; 2Te 1:5-10).

 

f) Sangue e carne corrotti dal peccato non possono ereditare il Regno di Dio (1Co 15:50), pertanto occorre un corpo rivestito di incorruttibilità e immortalità (1Co 15:53-54). Questo dovrebbe anche darci molto da riflettere sulla santità dell’Eterno. Per quanto lo curiamo, il nostro corpo rimane ancora inadatto al regno celeste di Dio. Ha pertanto bisogno d’essere glorificato.

 

 

Risurrezione di vitae risurrezione di giudizio

 

Nella Scrittura incontriamo due risurrezioni: risurrezione di vita e risurrezione di giudizio o di condanna. Queste due risurrezioni oltre che ad essere differenti quanto a scopo, saranno realizzate in tempi diversi.

 

La risurrezione di vita.

Questa risurrezione, che è la prima, riguarda i credenti rigenerati dallo Spirito Santo. Avviene in diverse fasi, come spiega l’apostolo Paolo: “Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta; poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza”(1Co 15:22-24). Nell’ordine:

• Cristo come la primizia. Egli è il primogenito dai morti, affinché abbia il primato in ogni cosa (Cl 1:18).

 I credenti al rapimento della chiesa, con un potente comando, con voce d’arcangelo (1Te 4:14-17). In tale occasione essi saranno pure glorificati.

• Il resto di tutti i credenti compresi i martiri della “grande tribolazione” (Ap 6:9; 7:14; 12:11; 20:4), risusciteranno quando Gesù tornerà per ristabilire il suo Regno. Essi regneranno con lui per mille anni (Ap 20:6).

Noi credenti parteciperemo alla prima risurrezione (1Gv 3:2). Sarà qualcosa di ineffabile e meraviglioso che oggi non possiamo descrivere e immaginare anche per il timore di sminuirne la gloria e la potenza.

La risurrezione di giudizio.

Riguarda gli increduli. Saranno risuscitati ma non glorificati. Questa risurrezione avrà luogo dopo i mille anni del regno di Cristo in vista della condanna e dopo che Dio avrà gettato eternamente Satana nello stagno di fuoco e zolfo (Ap 20:5-13). A questa risurrezione parteciperanno tutti coloro che dovranno subire il giudizio del Signore che è seduto sul grande Trono bianco (Ap 11-13). Saranno giudicati secondo le loro opere. Coloro i cui nomi non saranno trovati scritti nel Libro della Vita dell’Agnello, saranno gettati nello stagno di fuoco coi loro stessi corpi (Ap 20:15). Tutti, dopo essere stati risuscitati, si troveranno dinanzi al gran trono di Dio per essere giudicati secondo le opere della legge. Sulla terra non rimarrà più alcuna traccia di uomo, poiché tutti compariranno dinanzi al gran Tribunale. Ma la Scrittura è chiara quando afferma che: “nessuna carne sarà giustificata per mezzo della legge” (Ga 2:16).

Perciò l’uomo, all’infuori di Cristo Gesù, non ha alcuna speranza di salvezza dallo stagno di fuoco e zolfo. Ciò che attende gli impenitenti è un triste destino di tormento, sofferenze e rimorsi. Essi avranno la stessa condanna di Satana e degli angeli ribelli a Dio. Non dobbiamo mai pensare all’inferno eterno come il luogo in cui Satana ne è il signore-padrone, ma piuttosto come il luogo in cui egli subirà la pena più dura. Non dobbiamo commettere l’errore di pensare all’inferno come ad un luogo di perversione e di libertinaggio: esso è un luogo nel quale Dio metterà fine alla perversione, e in esso l’uomo non farà altro che soffrire insieme a Satana e agli angeli ribelli. Chi rifiuta ostinatamente Cristo non sa proprio a cosa sta per andare incontro! Noi dobbiamo dirglielo!

 

 

Il corpo glorificato: migliore di quello di Adamo

 

È scritto:

“Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo…O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria? Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo” (1Co 15:47, 55-57).

 

È bene comprendere che il corpo che caratterizzerà i figli di Dio a partire dal giorno della loro risurrezione o del rapimento-trasformazione per coloro che saranno ancora in vita, non sarà simile al corpo che aveva Adamo prima del peccato. Il corpo che il Signore ci darà, sarà più glorioso e trionfante. Infatti, a differenza del corpo incontaminato di Adamo, esso:

• Ha vinto per sempre il peccato.

• Ha vinto per sempre la morte e la separazione da Dio.

• Ha vinto per sempre sulla sofferenza e la malattia.

• Ha vinto per sempre il nemico.

• Ha vinto per sempre sulla realtà terrestre, sullo spazio e sul tempo.

 

Noi ben sappiamo che qualsiasi cosa che vince e trionfa ha maggior gloria di ciò che non ha realizzato vittoria. Questo fatto si realizza soprattutto nell’opera di redenzione compiuta da Cristo (Fl 2:5-8; Eb 1:1-4).

Il Figlio che è stato innalzato al cielo dal Padre e fatto sedere alla sua destra, ora ha maggior gloria di quella che ne aveva prima. Perché? Perché ha vinto! Allo stesso modo sappiamo che il corpo di Adamo non poté conoscere vittoria ma solo sconfitta essendo egli stato creato inizialmente senza peccato.

Mentre Adamo fallì, noi siamo più che vincitori in virtù di Colui che ci ha amati (Ro 8:37). Il nostro corpo di peccato e di umiliazione, alla risurrezione e glorificazione vincerà sopra tutte le conseguenze del peccato. Chi vince, riceve un premio ed è posto sul podio rispetto a chi non realizza alcuna vittoria.

“La carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio” (1Co 15:50) pertanto il corpo che Dio ci darà sarà superiore a quello di Adamo e Eva.

In ultimo, il Signore Gesù stesso disse:

“In verità, in verità vi dico: Se il granel di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto” (Gv 12:24).

Ciò che può dare vita ad un corpo glorificato non può che essere la morte. Come il seme, morendo, dà origine ad una splendida pianta, così Cristo, morendo, ha potuto ricevere un corpo diverso e glorioso. La morte sostitutiva ed espiatoria di Cristo­ sulla croce, è anche la nostra morte. In tal modo i credenti non necessariamente debbono morire fisicamente per ricevere un corpo di gloria, poiché la loro morte è avvenuta pienamente in Cristo Gesù. Infatti, i credenti che al rapimento saranno trovati in vita saranno immediatamente glorificati senza dover passare per la morte fisica. Per il credente ha valore liberatorio la morte di Cristo. È la vittoria che Cristo Gesù si è acquistato affinché chiunque crede ne possa godere i frutti.

 

 

Le caratteristiche del corpo risuscitato e glorificato in Cristo

 

È scritto:

 

•“Ora Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi con la sua potenza” (1Co 6:14).

 

• “Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è” (1Gv 3:2).

 

• “La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove aspettiamo pure il Salvatore, il Signor Gesù Cristo, il quale trasformerà il nostro umile corpo, affinché sia reso conforme al suo corpo glorioso, secondo la sua potenza che lo mette in grado di sottoporre a sé tutte le cose” (Fl 3:20-21).

 

Da questi versi comprendiamo che il corpo di gloria che possederanno i santi sarà simile al corpo di Cristo dopo esser stato risuscitato

dal Padre “per la nostra giustificazione”

(Ro 4:24-25).

Possiamo pertanto considerare alcune caratteristiche del corpo risuscitato di Gesù, in primo luogo per contemplare la sua bellezza, e in secondo luogo per comprendere le caratteristiche del corpo di coloro che godranno della piena redenzione.

Quali sono queste caratteristiche?

 

• Poteva essere visto e toccato (Lu 24:39).

• Poteva comparire dove e quando voleva senza usufruire di strumenti terreni (Lu 24:36; Gv 20:19). A proposito di questo è da notare che non fu il Signore ad aprire la tomba dopo essere stato risuscitato (Mt 28:2). Il Signore Gesù non aveva bisogno di dover spostare la pietra della tomba per uscire da essa. Egli usci da essa superando le barriere della materia. Un angelo con veste folgorante aprì quella tomba affinché l’uomo potesse notare che essa era ormai vuota. La tomba aperta è una testimonianza per l’uomo. Cristo non ebbe bisogno di aprirla.

• Poteva anche non essere riconosciuto da un occhio incredulo e scettico (Lu 24:13-32).

• Poteva mangiare e bere ma senza aver bisogno di cibo per la propria sopravvivenza (Lu 24:43).

• Non poteva più morire perché la morte non aveva più potere su di lui (Ro 6:9).

• Era risuscitato per la gloria del Padre pertanto il suo corpo poteva ereditare il Cielo. Al Padre si presenterà prima ancora di presentarsi a tutti i suoi discepoli e prima di ascendere al cielo (Ro 6:4; Gv 20:17).

• Nelle sue mani, nei piedi e nel costato c’erano i segni delle ferite, affinché esse possano mostrate ad ogni occhio umano e perché si faccia cordoglio per lui quando volgeranno lo sguardo verso “colui che hanno trafitto”(Gv 20:25-27; Ap 1:7). Ovviamente il nostro corpo non porterà tali segni. Questo fatto, costituirà l’eterna testimonianza che “Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio” (1P 3:18).

 

 

Caratteristiche del corpo glorificato dei credenti

 

Il Signore Gesù disse:

“I figli di questa età si sposano e si maritano; ma coloro che sono ritenuti degni di ottenere l’altra età e la risurrezione dei morti, non si sposano né si maritano; essi infatti non possono più morire, perché sono come gli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione(Lu 20:34-36). Quando Gesù dice che saremo come gli angeli sta semplicemente dicendo che rivestiremo anche noi un corpo spirituale che sia in grado di stare alla presenza della Luce dell’Onnipotente. Non vi sarà alcun motivo di “riprodursi” perché tutti quelli che faranno parte del Regno dei Cieli “..non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio” (Gv 1:13).

In quello stato eterno le necessità fisiche dell’uomo terreno non ci saranno più, e ciò che faremo sarà gioire alla presenza della gloria del nostro Signore.

 

La Scrittura ci presenta delle caratteristiche chiare riguardo al corpo che rivestiremo. I testi biblici principali di riferimento ai quale dobbiamo rifarci sono i seguenti: Romani 8:29; 1Corinzi 15; Filippesi 3:20-21; 1Giovanni 3:2; Apocalisse 7:16-17; 21:4. Alcune caratteristiche di questo corpo glorificato sono:

 

1. Conforme all’immagine del Figlio di Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo (Ro 8:29). Non solo riprenderà totalmente l’immagine di Dio perduta, ma riceverà anche il dono della regalità in qualità di Figlio di Dio.

 

2. Da corruttibile sarà corpo incorruttibile ovvero senza corruzione, incapace di peccare, ma eterno, perpetuo e immortale (1Co 15:42).

 

3. Da ignobile a glorioso cioè ripieno di onore, maestà, splendore, magnificenza, preminenza, dignità, grazia e luminosità (1Co 15:43/a).

 

4. Da debole a pieno di forze, pertanto non potrà più sperimentare alcun tipo di sconfitta (1Co 15:43/b).

 

5. Da corpo naturale a corpo spirituale, il che fa pensare ad una realtà al di là di quella materiale (1Co 15:44).

 

6. Da corpo tratto dalla terra a corpo celeste, il quale manifesterà senza limiti la rigenerazione del credente e la sua natura divina a seguito della nuova nascita (1Co 15:47-49).

 

7. Da mortale a immortale, non sarà soggetto al tempo, ad invecchiamento e a deterioramento ma sarà eterno (1Co 15:53).

 

8. Da umile a glorioso, non avremo più alcun motivo di vergognarci né di coprirci poiché la gloria di Cristo ci rivestirà (Fl 3:21). Inoltre indosseremo vesti bianche di santità e immutabilità (Ap 4:4).

 

9. Saremo simili a Cristo, perché lo vedremo com’egli è (1Gv 3:2).

 

10. Non avremo più fame né sete, non saremo soggetti ai raggi solari né ad alcuna arsura (Ap 7:16).

 

11. Non conosceremo più lacrime, né morte, né cordoglio, né fatica, non saremo soggetti ad alcuna schiavitù e passione malvagia ma godremo di un perfetto stato di beatitudine, ovvero uno stato di totale comunione con Dio, sotto il suo pieno favore e la sua gioia (Ap 7:17; 21:4).

 

 

La risurrezione è realizzabile  solo per chi è in Cristo

 

“Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?».” (Gv 11:25-26).

 

Solo Cristo è stato il primo ad essere risuscitato a vita eterna. Nell’Antico e nel Nuovo Testamento riscontriamo alcune risurrezioni ma nessuna di esse è a vita eterna. In tal modo Cristo è la primizia e in ogni cosa ottiene il primato. Egli però vuole avere anche il primato nella nostra vita. Anzi, egli desidera avere tutto. Egli vuole essere il nostro tutto! Se Cristo non è tutto per noi allora non è nulla!

Se abbiamo riposto la nostra fede nel Signore Gesù, secondo le sue promesse saremo risuscitati e glorificati! Egli lo ha fatto per primo, ma lo farà anche per noi, poiché egli dimora in noi. Così come Dio ha risuscitato il“primogenito tra molti fratelli” (Ro 8:29) così risusciterà e glorificherà ciascuno di noi, suoi figli! Anzi, nel suo pensiero eterno, egli ci ha già giustificato, risuscitato e glorificato (Ro 8:28-29).

Solo chi possiede il sigillo dello Spirito Santo potrà prender parte alla prima risurrezione di vita eterna e alla glorificazione (Ro 8:11; Ef 1:13-14). Noi abbiamo questo sigillo in Cristo (2Co 5:17).

 

 

Metafora

 

Un piccolo bruco intraprese la marcia in direzione al sole. Al lato della strada, c’era una cavalletta che gli chiese: “Dove vai?”

Il bruco rispose: “Ieri sera ho fatto un sogno: ho sognato che contemplavo tutta la valle dalla cima di una grande montagna, e ho deciso di vederla realmente”.

La cavalletta, cominciò a prenderlo un po’ in giro dicendogli: “Come farai tu ad arrivare fino là? Per te che sei un semplice verme, una pietra è come una montagna”.

Il bruco ascoltò senza smettere neanche per un solo momento di trascinare il suo minuto corpo. Lo stesso gli dissero il ragno, la talpa, la rana e tutti gli altri animali che incontrò sul suo cammino. Con le poche forze che gli rimanevano, si costruì un posto dove passare la notte. Durante la notte, morì.

Tutti gli animali della valle andarono a vedere i suoi resti. Una mattina gli animali tornarono a riunirsi, ma all’improvviso, l’involucro duro cominciò a rompersi. “Non è possibile che sia il bruco, è morto”.

Ma le sorprese non erano finite, da quell’involucro uscirono due meravigliose ali di farfalla che permisero a quel caparbio bruco di volare diritto verso la realizzazione del suo sogno, lasciando tutti a bocca aperta.

 

Dio ci ha predestinati ad essere trasformati secondo l’immagine meravigliosa del suo amato Figlio.

Dio trasformerà il nostro corpo mortale in un corpo ancora più glorioso di quello di una farfalla. Quello della farfalla è fragile ed effimero, il nostro corpo sarà forte, splendente, glorioso ed eterno.

 

“A colui che siede sul trono e all’Agnello siano la benedizione, l’onore, la gloria e la forza nei secoli dei secoli”(Ap 5:13).