12 mesi da riempire… con che cosa???

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Che fare del tempo che abbiamo a disposizione?

 

Il nuovo anno è appena cominciato. È ancora bello, pulito e immacolato davanti a noi. Ci sono 12 mesi, ovvero 366 giorni (il 2012 è bisestile!), 8784 ore, 527.040 minuti, 31.622.400 secondi da riempire!! Decisamente un mucchio di tempo!

 

Vi viene l’ansia? Forse un po’. Ma anche un grande senso di responsabilità.

Dio mette a nostra disposizione del tempo e noi siamo responsabili di ciò che ne facciamo.

Ogni minuto è un bene da gestire… me ne rendo conto sempre? Oppure butto via con noncuranza preziosi minuti e ore delle mie giornate?

 

 

Esercizi utili

 

Già il termine “esercizio” ci fa venire una leggera sudorazione. Infatti qualunque esercizio implica un impegno. Questo impegno o sforzo può essere fisico, mentale oppure spirituale. La nostra esperienza ci insegna che senza impegno, senza sforzo, non ci sarà mai nessun guadagno duraturo.

Quante volte abbiamo provato a raggiungere dei grandi obiettivi con il minore sforzo possibile… e abbiamo miseramente fallito!

Le grandi mète richiedono esercizio, non c’è niente da fare! Per avere muscoli ben sodi dobbiamo fare degli esercizi; non una volta al mese, ma tutti i giorni, con costanza e regolarità.

 

Esercizi fisici sono importanti perché mantengono bene il nostro corpo che ci è stato dato da Dio. Certamente lo dobbiamo tenere meglio possibile. Ma questo nostro corpo non durerà comunque in eterno. Un giorno lo dovremo abbandonare anche se abbiamo fatto ginnastica e allenamenti ogni giorno. Quindi quest’anno voglio senz’altro cercare la mia forma fisica ma senza esagerare e senza dare al mio corpo un’importanza che non ha.

 

Paolo non era certo una persona pigra o indolente, anzi, era attivo, vigile, attento e vitale fino all’ultimo. Ma lui sapeva bene quali erano gli esercizi davvero utili. Infatti al suo discepolo Timoteo scrive:

“…perché l’esercizio corporale è utile a poca cosa, ma la pietà è utile ad ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e quella futura” (1Ti 4:8).

“Pietà” significa una vita caratterizzata dal timore e dall’ubbidienza verso Dio. Questa pietà è utile in questa vita terrena e nella vita futura, eterna in cielo! Ecco una promessa eccezionale!

 

Quali sono però gli esercizi che rafforzano la pietà? Negli esercizi fisici è abbastanza facile a scegliere: se ho la pancia flaccida, devo fare degli addominali, se voglio delle braccia toniche, devo sollevare pesi e se le mie cosce sembrano budini, devo camminare e correre.

Ma… per aumentare la pietà?

 

Stranamente nel Nuovo Testamento c’è solo una persona che viene chiamata, da Paolo, “uomo di Dio”, Timoteo (1Ti 6:11).

Nei versetti precedenti Paolo lo avevo messo in guardia dall’orgoglio, dalla vanagloria, dall’essere gonfio di conoscenza teorica, dalle tante parole, discussioni, bla bla bla, dall’avidità, dal volere sempre più di quello che si ha, dall’invidia, dalle maldicenze.

Paolo sottolinea che la pietà NON è una fonte di guadagno in termini di soldi o beni materiali. Con la pietà si guadagnano beni spirituali, non visibili, ma eterni.

 

Paolo guarda oltre l’orizzonte di questa vita terrena e insegna che, dopo tutto, qualcosa portiamo con noi quando moriamo: la pietà produce un frutto per l’eternità. Gesù stesso ha insegnato ai suoi discepoli che i tesori accumulati in cielo non ci saranno mai tolti. Li troveremo lì, ben custoditi e conservati, quando arriveremo. Questa è la vera ricchezza!

 

Paolo esorta Timoteo a fuggire tutte le cose meschine, piccole, insignificanti, nocive e malvagie:

“Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose e procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la pazienza e la mansuetudine” (1Ti 6:11).

 

 

Che titolo voglio raggiungere quest’anno?

 

Oh sì, i titoli sono importanti!

I dottori e/o professori non scrivono il loro nome senza il loro titolo. Fa parte della loro personalità. Se qualcuno oggi ti chiedesse “Che titolo vuoi raggiungere da qui fino al 31 dicembre 2012?”, che cosa gli risponderesti?

Per Timoteo la risposta sarebbe stata sicuramente: “Voglio rimanere ciò che sono, un uomo di Dio!”.

Già, ma Timoteo è vissuto quasi 2000 anni fa e oggi la realtà è ben diversa. Il titolo di uomo o donna di Dio non è più ambito. Una persona pia strappa al massimo uno stanco e annoiato sorrisetto alla gente!

Con un titolo così ci rendiamo ridicoli davanti al mondo! Una volta era diverso!

 

Ma davvero? Era davvero diverso 2000 anni fa? Allora perché Gesù è stato messo in croce? Perché i discepoli hanno dovuto subire persecuzioni e martìri atroci?

Perché il mondo è sempre stato malvagio e assolutamente in antitesi con la Parola di Dio e tutti quelli che volevano seguire Dio con tutto sé stessi, costi quel che costi!

 

La realtà è che ciò che valeva al tempo di Gesù, vale anche oggi. Il cuore dell’uomo è rimasto lo stesso, malvagio e incostante.

anche Dio è rimasto lo stesso, eterno, misericordioso, amoroso ma anche geloso e giusto.

 

Il titolo di “uomo di Dio” calza solo ad una persona che appartiene interamente a Dio, 100%. Non si può essere“mezzo uomo di Dio” oppure “quasi tutto uomo di Dio”! I compromessi li possiamo fare quando acquistiamo una casa o un altro bene materiale, ma mai quando si tratta dell’appartenenza al Dio eterno e santo!

 

 

La nostra palestra

 

Paolo, da buon padre spirituale, ha preparato per suo figlio un piano di allenamento. Non gli consiglia di seguire questo piano, gli ordina di farlo!

Non è una questione di avere voglia ogni tanto di fare qualcosina per Dio…

Non è un modo per tranquillizzare la propria coscienza e sentirsi a posto.

Non è neanche un mezzo per guadagnare l’ammirazione della gente ed andare in giro con l’aureola. I versetti 11 e 12, 20 e 21 di 1Timoteo 6 sono semplicemente esercizi spirituali ordinati da chi ci è passato prima e sa benissimo che una vita sottomessa a Dio non ci viene regalata come avviene con la salvezza!

 

 

Fuggi!

 

Se qualcuno ti dice “fuggi!” non intende dire che la puoi prendere comoda. Ti devi muovere, e subito! La fuga implica un’urgenza.

Fuggire significa avere fretta di allontanarsi dal pericolo.

Esattamente questo è l’atteggiamento che Timoteo deve avere verso i pericoli dell’orgoglio, della vanagloria, dell’amore per il denaro, delle chiacchiere inutili e dannose…

 

Timoteo deve trattare queste cose come una bomba che può esplodere in ogni momento. Deve allontanarsi e mettere più distanza possibile tra lui e queste cose.

Non deve scherzare col fuoco!

Ovviamente queste cose non sono pericolose solo per Timoteo ma anche per me!

Devo fuggire per non contaminarmi.

Devo stare all’erta ogni giorno per non avvicinarmi troppo e rimanere fulminata.

Fuggire l’orgoglio, l’avidità e la contaminazione spirituale è un esercizio giornaliero di ogni figlio di Dio.

Non prendiamo alla leggera questo ordine!

 

 

Procaccia!

 

“…procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la pazienza e la mansuetudine”.

Non soltanto Timoteo deve fuggire le cose cattive, deve anche attivamente ricercare e inseguire quelle buone.

La ricerca e l’inseguimento sono attività che richiedono un impegno, uno sforzo e determinazione.

 

Il termine “procacciare” evoca l’immagine del cacciatore che insegue la preda e, alla fine, dopo tanta fatica, la raggiunge e la cattura.

 

Evidentemente la giustizia, la pietà, la fede l’amore e la mansuetudine sono prede che non ci cadono in bocca mentre dormiamo!

Ho un anno davanti a me, 366 giorni durante i quali ho la possibilità di ricercare attivamente queste caratteristiche divine.

 

Dove le cerco?

Davanti alla tivù?

Nelle chiacchiere futili? Nel computer?

Nelle ore di svago?

Nei miei hobbys?

Nelle riviste?

Nella Parola di Dio?

Nello stare vicino a Dio?

Che cosa inseguo quest’anno?

Qual è la mia priorità durante il 2012?

La giustizia, la pietà, la fede, l’amore e la mansuetudine valgono lo sforzo di lavorare per possederli?

Ecco una domanda da porre ogni mattina, quando preparo il mio piano di lavoro per la giornata!!

 

 

Combatti!

 

Qui si parla sul serio!!!

Il combattimento fa parte della guerra.

Si può combattere con le mani nude, con l’arco e le frecce, con fucili e bombe a mano, con carro armati e mitragliatrici. E visto che il combattimento della fede è un ordine per tutti i credenti, tanto vale andare a combattere ben equipaggiati e protetti.

 

Il mondo combatte tante battaglie, ma mai quella della fede, quindi non potrà mai offrirci le armi giuste e appropriate. Inutile cercare nel mondo la preparazione giusta per combattere per la fede. Noi siamo stati comprati da Dio. Lui ci prepara per il combattimento, lui ci protegge nel combattimento e con le sue armi potremo vincere.

 

Afferra!

 

Ecco un altro ordine che ci incita ad essere attivi, non passivi!

Caro Timoteo, dice Paolo, agguanta la vita eterna alla quale sei stato chiamato! Prendila, è tua. Non dormire sugli allori, pensando che tanto non fa differenza se ti muovi oppure no.

La tua vita deve fare una differenza!!!

E se hai in mente l’eternità, affronterai il presente in maniera completamente diversa!

 

 

Custodisci!

 

Nella vita bisogna fare delle scelte ed avere delle priorità.

Che cosa è importante e che cosa è futile?

Se non so questo, correrò il pericolo di proteggere e custodire le cose sbagliate e di tralasciare quelle veramente importanti.

 

“Custodisci il buon deposito che ti è stato affidato”!

Che cosa mi è stato affidato da Dio che devo tenere stretto?

Su che cosa mi devo concentrare, in che cosa devo investire le mie forze, le mie energie, il mio tempo e la mia vita?

Che cosa tengo stretto a me e lo coccolo?

Domande scomode! Farò però bene ad analizzare le mie priorità se voglio davvero alla fine tenere nelle mani non solo un pugno di aria!!

 

Paolo propone a Timoteo una bella palestra! Esercizi tosti sono all’ordine del giorno. Tutto questo perché Timoteo è un uomo di Dio, ha un grande compito ed un eccezionale futuro davanti a sé. Proprio come ogni figlio di Dio.

 

 

Personalmente…

 

Il 2012?

L’anno della palestra spirituale.

Il titolo da raggiungere?

“Donna di Dio che fa la differenza”.

 

Lo so, la sparo alta, ma so anche che con Dio ogni cosa è possibile.

Perché non dobbiamo avere mete eccezionali?

Perché ci dovremmo accontentare con grigie mediocrità?

 

Timoteo ha certamente cambiato il mondo intorno a sé anche se forse aveva un carattere riservato e uno stomaco debole. Non era superman! Ma Dio era la sua forza.

 

Dio è anche la nostra forza. Il 2012 è ancora caratterizzato dall’onnipotenza di Dio. Niente gli è impossibile! E noi siamo al suo servizio… quindi potremo fare cose grandi. No?

 

Allora che aspettiamo?

Cominciamo a riempire bene i giorni del nuovo anno!!