domenica, Gennaio 20, 2019
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Archivi Mensili: Agosto 2012

Previdenti

Quando una persona conclude il suo viaggio sulla terra, si sentono i più diversi commenti. Solitamente la loro varietà dipende dalle circostanze e soprattutto dall’età della persona che ci ha lasciato.“Ha vissuto abbastanza!”, è il nostro commento, se a lasciarci è stata una persona anziana; oppure: “Ha finito di soffrire!”, se si tratta di persona da tempo malata; oppure ancora: “Non è possibile! Così giovane e in salute! No, non ci posso proprio credere!”…
Gesù Cristo ha promesso che ritornerà e che, come uno sposo va incontro alla sua sposa per portarla a vivere con sé, così egli verrà a prendere la Chiesa, cioè l’insieme di tutti i veri credenti in lui, perché possano essere per sempre dove lui è. Ma la Chiesa attende davvero con ansia l’arrivo del suo Sposo celeste? Oppure la seduzione provocata dalle tante offerte di questo mondo sta affievolendo e spegnendo la sua attesa?
Per evitare che i suoi lettori avessero un vago concetto di comunione, Giovanni ne approfondisce il significato, parlando della comunione fra gli uomini resa possibile dal dono di Cristo, ma soprattutto della comunione che deve precederla come causa, cioè la comunione con Dio. La ricchezza di questa intima comunione deriva dal suo essere trino: la comunione si ha infatti con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo

Il Pane vero

La metafora del “pane della vita” non ci riconduce soltanto alla Parola di Gesù, ma ci porta direttamente alla visione della sua carne, cioè del suo corpo spezzato per noi sulla croce. È quindi una metafora che ci parla di nutrimento, ma anche e soprattutto di salvezza. In entrambi i sensi Gesù ci ricorda di essere lui il pane “vero”, perché dal cielo non sono scesi né scenderanno altri “pani” a saziare la nostra fame spirituale.­
I festeggiamenti per i cento anni del fratello Donato Santamaria sono stati per tutti i familiari e per la chiesa locale una preziosa occasione per ripercorrere l’opera compiuta dal Signore nel paese di Mattinata (FG). Questo ricordo non è servito certo ad incensare un uomo, ma a glorificare il Signore per l’opera che ha compiuto, servendosi proprio di lui, in questa amena località del Gargano.