sabato, Gennaio 19, 2019
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Archivi Mensili: Gennaio 2014

Quando ero bambino, non c’era incontro della chiesa nel quale non venisse evocato nel canto, nelle preghiere o nelle letture bibliche il ritorno del Signore.
Il lavoro costituisce senza dubbio una colonna portante della vita dal punto di vista personale, familiare e sociale. Come cristiani abbiamo la responsabilità di applicare anche in questo ambito gli insegnamenti della Scrittura indicati sin dalle sue prime pagine. Con questo primo intervento viene trasmesso un incoraggiamento e alcuni suggerimenti affinché possano seguire molti altri contributi sull’argomento.
Nel nostro cammino con il Signore non sempre siamo pronti ad accettare lo svolgersi dei suoi piani per noi, soprattutto quando questi prevedono di affrontare esperienze di sofferenza. A ciò che Dio vuole per il nostro bene, contrapponiamo la nostra visione personale di bene. La Croce è là a mostrarci che “le cose di Dio” vanno in senso contrario ai nostri desideri, ma solo in quelle “cose” si realizzano le benedizioni.

La paura

La crisi economica, le difficoltà relazionali, le malattie, gli eventi naturali sempre più catastrofici, la solitudine... tante sono le cause della paura che è, particolarmente nel mondo di oggi, il sentimento che più angoscia ed opprime la vita ed il cammino di tante persone. I discepoli di Cristo non sono immuni dalla paura e dalle sue cause, ma hanno nella presenza di Cristo in loro il più forte e prezioso degli antidoti.
Fra le richieste suggerite da Gesù nel modello di preghiera del Padre nostro, quella relativa al perdono è forse la più difficile da comprendere, soprattutto perché sembra porre la nostra disponibilità a perdonare come condizione per ricevere il perdono di Dio. Se però consideriamo quanto sia più facile ricevere perdono rispetto al concedere perdono; è evidente che il suggerimento di Gesù contiene una grande lezione.