lunedì, Febbraio 18, 2019
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Archivi Mensili: Maggio 2014

Nel libro di Esdra leggiamo che, subito dopo il loro ritorno a Gerusalemme, i reduci da Babilonia si adunarono “come un solo uomo” (Ed 3:1) e si misero a lavorare “come un solo uomo” (Ed 3:9) per ricostruire il tempio distrutto dall’esercito di Nabucodonor.
Quali possibilità di servizio e di testimonianza vi sono per la Chiesa in tempi di persecuzione oppure in tempi di difficoltà economiche e di disagio sociale ed esistenziale? In queste situazioni incontra più porte aperte o porte chiuse? Quale valore ha la guida del suo Signore? L’esempio della chiesa di Filadelfia, illustrato nella lettera a lei indirizzata dal Signore stesso ci offre preziosi esempi di riflessione.
Ma l’uomo è davvero totalmente incapace di mettersi alla ricerca di Dio? Dobbiamo credere che la grazia divina sia selettiva, cioè che attragga irresistibilmente delle persone alla salvezza, anche indipendentemente dalla loro volontà, e ne respinga altre che magari la desiderano? Per avere una risposta chiara occorre considerare senza pregiudizi e nel loro contesto i testi biblici che ne parlano.
È possibile, dopo un lungo periodo di cammino fedele con il Signore e di ricerca continua della sua presenza nella propria vita, dimenticarsi di lui e cercare aiuto e soluzioni altrove? La svolta negativa, che vi fu nella vita del re Asa fra i primi trentacinque e gli ultimi sei anni del suo regno, costituisce per ciascuno un incoraggiamento a riflettere bene sulle nostre scelte e sulle loro inevitabili conseguenze.
Sappiamo bene che la Parola di Dio trova in sé stessa la garanzia della propria autenticità e della propria autorità, derivante dall’inerrante ispirazione divina. Per la sua credibilità, non ha perciò bisogno del supporto di alcuna scienza umana. Le informazioni che ci vengono dall’archeologia risultano utili soltanto per donarci una maggiore conoscenza dei contesti storici ed etnici nei quali si sono svolte le vicende bibliche.