domenica, Gennaio 20, 2019
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Archivi Mensili: Giugno 2014

quale successo?

Un lungo viaggio dalla Puglia al Trentino, interrotto da tre fermate... tre diverse aree di servizio ma tutte con un denominatore comune all’ingresso: un’esagerata esposizione di gadgets (foto, libri, DVD e quant’altro) con le immagini dei due nuovi “santi” del sempre più popolato “firmamento” della chiesa cattolica. Quando vedo il signore, che è davanti a me alla cassa e che nel suo accento rivela inequivocabilmente la sua origine tedesca, pagare ben 56€, tutti spesi in gadgets “papali”, mi rendo conto di persona che la proclamazione dei due nuovi “santi” ha anche un notevole ritorno economico per i tanti che lucrano sull’ingenuità e sull’ignoranza di tanta gente, disposta a credere a tutto. La parola che abbiamo sentito di più usare da chi ha raccontato quest’evento è: “successo”.
La cultura religiosa del nostro Paese è ricca di riferimenti agli angeli (basti pensare alla figura romantica dell’angelo custode). Ma si tratta di riferimenti credibili alla luce di quanto la Parola di Dio insegna oppure di riferimenti frutto di fantasie provenienti dalla tradizione? Chi sono davvero gli angeli? Cosa ci dice in proposito la Bibbia? Quali sono il loro ruolo e le loro funzioni?
Nella rivelazione progressiva di Dio all’uomo, in quale modo si inserisce il progetto di unire in un solo popolo sia persone appartenenti ad Israele che persone appartenenti agli altri popoli? La nascita della Chiesa è un avvenimento che era già stato previsto nelle scritture profetiche oppure giunge del tutto inaspettato nella storia della rivelazione? Perché Paolo parla di “mistero”?

Amor fraterno

All’interno di ogni chiesa locale qual è il sentimento più importante che, secondo il progetto di Dio, deve caratterizzare le relazioni fra i suoi membri, condizionandole concretamente? Quali sono gli insegnamenti e gli esempi ai quali dobbiamo fare riferimento? Che cosa può accadere quando questo sentimento viene sottovalutato, ignorato oppure vissuto solo a parole?
Come reagiremmo noi se dovessimo trovarci in una situazione analoga a quella vissuta da Stefano, il primo martire della chiesa cristiana? Saremmo in grado di rimanere fermi nella nostra fede e soprattutto di amare anche coloro che ci odiano, seguendo in questo l’esempio del nostro Signore? Dove trovò Stefano la forza per resistere, per non lasciare spazio all’odio e per vivere fino alla fine da vero testimone di Cristo?