Cambio della guardia alla “guida” (di servizio!) del “nostro” Ente Morale

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Dopo qualche giorno dalla conclusione dell’Assemblea dei Soci del 4 ottobre abbiamo intervistato Daniele Moretti e Giosuè Papagna per raccogliere dalla loro viva voce indicazioni che aiutino le Assemblee a comprendere il valore di quest’Opera che coordina attualmente, attraverso i responsabili delle Assemblee locali e specifiche Associazioni, l’amministrazione di circa 150 locali di culto oltre alla Casa di Riposo per Anziani a Casorzo (AT) e ai Centri per Campi biblici: i Centro Bethel a Castelnuovo della Daunia (FG), il Centro Maranatha a Badia Tedalda, (AR) e Poggio Ubertini in Comune di Montespertoli (FI).

 

 

Uno sguardo al passato

 

La prima serie di domande l’abbiamo rivolta ovviamente al presidente uscente, Daniele Moretti:

 

I.C.: Diciotto anni è durata la tua “presidenza”: quali sono i fatti più importanti che ricordi con riconoscenza in questo lungo tempo di servizio?

 

D.M.: Devo essere riconoscente innanzitutto al Signore ed anche ai fratelli che mi hanno dato la possibilità di essere di qualche utilità nel suo servizio per le Assemblee e, più in generale,nella sua Opera.

È stata una bella esperienza e un onore, ma anche, specialmente negli ultimi tempi, una sfacchinata. Per questa ragione il fatto più importante che ricordo con riconoscenza è il più recente, quello verificatosi il 4 ottobre con l’elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Presidente. Un Consiglio rinnovato al 50% e con un’età media abbassata di ben dodici anni. Posso affermare, con soddisfazione, di aver lasciato l’Opera in “buone mani”.

Non ricordo particolari “momenti di gloria” o fatti eclatanti da sottolineare; posso forse evidenziare la soddisfazione di quel giorno in cui, a Poggio Ubertini, ho preso possesso della “Casa dell’Ente Morale”: uno strumento (si tratta di una sala per le adunanze e tre “stanze ufficio”) che si è rivelato veramente utile.

Un altro motivo di riconoscenza va ai fratelli del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale che si sono avvicendati in questi diciotto anni. Ci ha guidati uno spirito di servizio, di amicizia e di comunione confermato dal fatto che le decisioni del Consiglio di Amministrazione sono state prese nel 99% dei casi alla unanimità.

 

I.C.: Lasci questo servizio con qualche rammarico? Ci sono impegni che non hai potuto portare a termine?

 

D.M.: Avrei desiderato, forse sognato, di lasciare l’Opera in ben altre condizioni.

Non mi riferisco alla situazione patrimoniale e finanziaria, assolutamente tranquilla, ma ad importanti lavori che avrei desiderato veder realizzati, come la ristrutturazione della ex-Tinaia di Poggio, ed alle varie vicende giudiziarie ancora aperte che hanno dell’incredibile e che avrei voluto lasciare in archivio.

Ho anche il rammarico, col senno del poi, di non aver usato, in alcune situazioni, l’autorità, e le facoltà attribuitemi dallo Statuto e dal Codice Civile “pro bono pacis” e questo nonostante sia stato accusato di essere “principe delle genti” (con tanto di riferimenti biblici) o più recentemente di dare all’Opera una connotazione “padronale” o di agire come chi sente “insidiata la propria egemonia”.

 

I.C.: Come hai vissuto il tuo rapporto con le Assemblee? Hai sentito il loro sostegno? Le hai sentite lontane? Vi sono stati motivi di tensione e conflittualità?

 

D.M.: Ho sentito le Assemblee vicinissime, spesso col “fiato sul collo”, ogni volta che c’era un problema di loro interesse da risolvere e si veniva a scoprire che l’Opera, l’Ente Morale, era indispensabile o poteva essere di aiuto.

Non sono riuscito, certamente per colpa mia e colgo l’occasione per augurare a Giosuè maggior successo, ad istaurare il rapporto che avrei desiderato e che sarebbe indubbiamente utile e necessario.

Per molti, Anziani e conduttori in primo luogo, l’Ente Morale è un “oggetto misterioso” e manca anche la curiosità di scoprire il “mistero”.

I tentativi, forse maldestri, per un maggior coinvolgimento nell’Opera delle Assemblee, hanno avuto scarso successo. Qualche anno fa, prima di arrendermi, ho sollecitato e programmato visite alle Chiese, per aree geografiche, per far conoscere l’Ente Morale ed i servizi nei vari campi di competenza.

Ricordo in particolare quella volta che in una città del nord in un’aerea geografica che registra la presenza di una trentina di Assemblee tutte invitate all’evento, ad oltre 500 km da casa mia, in una Sala che l’indomani per il culto conteneva quasi 200 persone, mi sono trovato con un numero di ascoltatori inferiore a quello dei commensali nella famiglia che mi aveva ospitato. Dovevo poi vivere un’esperienza peggiore in una località del sud dove sono stato affrontato in maniera, diciamo poco educata, da un gruppo di “contestatori”, cari fratelli che non sono ancora riusciti a spiegarmi, e forse a spiegarsi, i motivi di un tale atteggiamento.

 

Il fatto che la maggioranza delle Assemblee non sentano il bisogno di avere almeno un socio che le rappresenti la dice lunga assieme al fatto, ormai consolidato, che anche i fratelli che si avvicendano ad organizzare il Convegno annuale hanno sempre preteso (più o meno tutti, negli ultimi anni) di condensare in 20 minuti l’attenzione degli Anziani alle problematiche dell’Opera, meglio se verso mezzanotte.

 

I.C.: Il desiderio di mantenere il servizio dell’Opera delle Chiese Cristiane dei Fratelli nella sfera delle competenze e delle responsabilità amministrative è stato sempre rispettato? Dopo questa tua lunga esperienza, ritieni possibile vivere una totale non ingerenza in questioni che hanno aspetti anche “spirituali”?

 

D.M.: Non sta a me certificare il rispetto, durante la mia presidenza, dell’art. 2 dello Statuto che impone all’Opera di non avere “ingerenze di ordine spirituale nelle Chiese”. Posso affermare, in buona coscienza, di averci messo, e con me tutto il Consiglio, il massimo impegno.

Devo anche dire che è impossibile catalogare le questioni, relative all’Opera, che non hanno aspetti anche spirituali. L’Apostolo Paolo ci invita a fare tutte le cose alla gloria di Dio (1Co 10:31-33) cercando “non l’utile mio ma quello dei molti”.

 

L’art. 4 dello Statuto richiede opportunamente che i Soci dell’Opera si distinguano non solo per le doti attitudinali, ma soprattutto per quelle morali e spirituali. Altrimenti potrebbe venire accolta la proposta, che qualche fratello ogni tanto avanza, di affidare l’Ente a professionisti, a “tecnici” esperti nel campo amministrativo e legale.

 

I.C.: So che hai seguito da vicino l’iter ed il dibattito relativi alla legge sulla libertà religiosa in Italia: un travaglio ormai quasi epocale, visto che si è iniziato a parlarne qualche decennio fa. A che punto è la situazione e quali sono le tue previsioni in merito?

 

D.M.: Temo che si continuerà a parlarne senza costrutto per qualche altro decennio.

 Il 13 settembre 1990 il Consiglio dei Ministri presieduto da Andreotti elaborava per la prima volta una proposta di legge, mai presentata in Parlamento, recante “norme sulla libertà religiosa ed abrogazione della legislazione su culti ammessi” che, oltre a sancire l’abrogazione della legge 24 giugno 1929 n° 1159 e del Regio Decreto 28 febbraio 1930 n°289 prevedeva una serie di disposizioni tendenti ad attuare il diritto di libertà religiosa garantito dalla Costituzione e negato dalle citate leggi tuttora in vigore.

Sette anni dopo, il 3 luglio 1997, è il governo Prodi ad elaborare un nuovo disegno di legge che viene esaminato nelle commissioni parlamentari e, nel 2001, sembrava sul punto di essere discusso in aula, ma a maggio il Parlamento viene sciolto anticipatamente.

L’apertura della nuova legislatura registrava la presentazione di ben tre proposte di legge di cui una del governo Berlusconi. Non se ne fa nulla nonostante la durata normale della legislatura ed il fatto che il dibattito sulle proposte presentate, oltre che nelle commissioni, arriva per la prima volta anche in Assemblea.

La legislatura successiva dura solo due anni (2006-08) ma vede ben quattro disegni di legge che fanno la fine delle precedenti iniziative. Poi sembra essersi fermato tutto.

Nel giugno scorso, durante un convegno in Senato promosso anche dalla Commissione delle Chiese Evangeliche per i rapporti con lo Stato (CCERS) si è tentato di sollecitare le forze politiche a prendere atto dell’urgenza di un intervento legislativo che garantisca i diritti costituzionali delle varie comunità di fede. Il presidente del Senato, Grasso, ed esponenti delle varie forze politiche, eccezion fatta per il rappresentante della Lega Nord che ha detto di non ritenere necessarie nuove norme in materia religiosa per non alterare l’attuale quadro che vede la religione cattolica dominante e preponderante, hanno auspicato che si arrivi presto ad avere una legge sulla libertà religiosa.

Il prof. Roberto Zaccaria che nel 2006, da deputato, è stato relatore in commissione affari costituzionali delle proposte di legge dei deputati Spini e Boato, dopo aver espresso il dubbio che le Intese siano state un vantaggio per la libertà religiosa ha annunciato che sta lavorando assieme ad altri giuristi ad un nuovo testo. La complessità dello stesso (sono previsti oltre 70 articoli), mentre a mio modesto avviso ne basterebbe uno abrogativo delle leggi vigenti, ed i tempi di presentazione (fra un anno) non inducono certo a ben sperare.

 

I.C.: Infine: hai un consiglio fraterno, ad alta voce, per il tuo “successore”?

 

D.M.: Sono più che convinto che Giosuè non abbia bisogno di un mio consiglio ad alta voce e nemmeno sussurrato in un orecchio: ha maturato negli ultimi tempi, come vicepresidente dell’Opera e per la sua professione di Tecnico Comunale, le conoscenze e le esperienze necessarie per ben operare. Posso solo suggerirgli di provare a far lavorare di più, di quanto sia riuscito a fare io, tutti i Consiglieri.

 

 

Inizio di un servizio e prospettive future

 

Passiamo ora al presidente entrante, Giosuè Papagna, che da poco più di due mesi ha iniziato questa sua nuova avventura di servizio per il Signore e per le Assemblee.

 

I.C.: Non so se, al di là delle assemblee del foggiano dove vivi e operi per il Signore, sei conosciuto dalle chiese in Italia: vorresti brevemente presentarti, parlandoci della tua conversione, della tua famiglia, della tua chiesa locale, del tuo lavoro, della tua chiamata al servizio per il Signore e per le Assemblee?

 

G.P.: Sono nato a Manfredonia (FG) cinquant’anni fa, in una famiglia di credenti; i miei genitori sono Pietro Papagna, andato con il Signore nel 1997 e Giovanna Ciuffreda, che vive a Treviglio (BG). Ho un fratello e tre sorelle (Michele, Caterina, Giulia e Debora). Grazie a Dio sono tutti credenti. Mi sono convertito in occasione di un campo per ragazzi nel lontano 1974; all’epoca gli attuali campi del Centro Bethel si svolgevano nel Villaggio“L’Arcangelo” vicino a Mattinata nel Gargano. Ho testimoniato della mia fede con il battesimo, nel mare del golfo di Manfredonia in località “Acqua di Cristo”, l’8 agosto 1981.

Con i miei genitori abbiamo vissuto a Manfredonia, dove ho frequentato sin da piccolo l’Asilo Evangelico e la chiesa di Via Mozzillo Iaccarino. Ho meravigliosi ricordi del periodo dell’infanzia-adolescenza e giovanile fino a ventidue anni, vissuti in quest’assemblea, in cui avevamo molteplici attività, parallele ai normali incontri di chiesa: corale, complesso musicale, campagne evangelistiche con la tenda, visite agli anziani che, a vario titolo, hanno visto il gruppo degli adolescenti/giovani dell’epoca coinvolti nel servizio.

Sono sposato con Angela da ventitre anni. Il Signore ci ha donato due figli, Pietro di ventidue anni, maestro di pianoforte che ora è per un anno in Austria, dove si sta perfezionando con una borsa di studio per la laurea magistrale in discipline musicali presso il Conservatorio di Eisenstadt e lì frequenta la locale chiesa dei fratelli presente in questa cittadina; poi c’è Giacomo di diciassette, studente del liceo scientifico.

Viviamo da diciotto anni a San Marco in Lamis, una cittadina del Gargano di circa quattordicimila abitanti, dove il Signore mi dà di servirlo nella chiesa locale come anziano, insieme a Luigi Rendina.

Il mio lavoro secolare mi ha visto coinvolto per circa ventiquattro anni come geometra in uno studio tecnico a Manfredonia. Da circa quattro anni sono geometra comunale nel mio comune di San Marco in Lamis.

 

La mia chiamata al servizio per il Signore e per le Assemblee è nata già molti anni fa, quando sono stato coinvolto nel Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Centro Bethel di Castelnuovo della Daunia come consigliere, dal 1996 al 2002, periodo in cui ho seguito l’aspetto tecnico relativo all’esecuzione di vari interventi di miglioramento e adeguamento funzionale del Centro. In tale occasione ho avuto modo di interfacciarmi più volte con il presidente dell’Ente Morale, Daniele Moretti.

All’inizio dell’anno del 2002, lo stesso mi chiese se potevo dare la mia disponibilità a candidarmi nel Consiglio di Amministrazione dell’Ente. Dopo un tempo di riflessione e condivisione in famiglia e con l’altro fratello responsabile della chiesa, ho accettato e alla successiva Assemblea dei Soci sono stato eletto consigliere dell’Opera. Nel 2009 sono stato confermato consigliere, in occasione del rinnovo del Consiglio dell’Opera; il Consiglio stesso mi ha poi eletto vice-presidente.

G.P.: Qualcuno mi ha fatto osservare che sei “il primo presidente dell’Opera delle Chiese Cristiane dei Fratelli proveniente dalle Assemblee del sud”. Che significato attribuisci a questa osservazione?

 

Nessuno in particolare. Non è questione di campanilismo ma di servizio. Sappiamo che l’Opera ha lo scopo di servire, nel campo amministrativo e legale, le Chiese Cristiane “dei Fratelli” esistenti nel territorio dello Stato Italiano. Per cui, chi è chiamato a svolgere questo servizio come presidente, consigliere, revisore, può essere un fratello anche proveniente dalle assemblee del sud, come da altre parti del territorio italiano. In passato si è privilegiato, per ovvi motivi, individuare fratelli che fossero giustamente vicini geograficamente alla sede legale dell’Opera a Firenze. Ma questo problema è ormai superato nell’era della tecnologia e di internet.

 

I.C.: Come hai maturato la convinzione che la chiamata a svolgere questo servizio per le Assemblee in Italia fosse veramente dal Signore?

 

G.P.: Ho maturato questa convinzione dalle circostanze che si presentavano sul mio cammino, mentre si avvicinava la data del 4 ottobre, fissata per l’assemblea soci, chiamata al rinnovo delle cariche dell’Opera.

Devo dire che dal 2002, anno in cui sono entrato a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’Opera, fino a un mese fa, prima del rinnovo cariche, c’è stato un progressivo incremento del mio impegno e coinvolgimento nell’Opera e nell’affiancare il fratello Daniele nelle varie pratiche da seguire per le proprietà presenti nel Centro-Sud. Il Signore stava tracciando un percorso per me; col senno di poi, posso dire che il Signore mi stava preparando per un futuro servizio di presidente, che non avrei mai immaginato che si potesse un giorno verificare, per vari motivi: problemi di salute di mia moglie, inizio di un nuovo lavoro secolare in un ente locale, il cui impegno era considerevole, soprattutto per capire il funzionamento della macchina amministrativa e come muoversi nella giungla di normative esistenti per istruire pratiche edilizie come responsabile di procedimenti; impegni crescenti nella chiesa locale con lo studio dei giovani, ministerio ecc…

Ma il Signore ha i suoi tempi e, quando lui desidera affidarci un incarico, prepara anche il terreno e pianifica le varie situazioni.

Così, negli ultimi diciotto mesi ho visto tante cose cambiare in bene, nella mia vita e nella vita della mia famiglia. Mia moglie Angela ha, grazie a Dio, risolto un problema di salute che l’affliggeva da anni; eseguendo un piccolo intervento di rizotomia al viso, ha visto scomparire i dolori lancinanti della nevralgia del trigemino, anche se ci sono altri problemi di salute, ma con i quali possiamo andare avanti con l’aiuto del Signore. Al Comune di S. Marco in Lamis, dove lavoro, ho acquisito una maggiore padronanza nello svolgimento delle istruttorie delle pratiche edilizie e, da circa sei mesi, il Signore mi ha donato anche di vedere trasformato il lavoro a tempo determinato come geometra comunale, in lavoro a tempo indeterminato come vincitore di un concorso pubblico, che mi ha dato anche una serenità in ambito lavorativo. Infine, nella mia chiesa l’altro fratello anziano ha dato la sua disponibilità ad assumere l’incarico dello studio dei giovani, liberandomi da tale impegno e dando anche la mano di approvazione, nell’eventualità fossi stato eletto come futuro presidente dell’Opera. Da ultimo, anche un fratello indicato a presentarsi come futuro presidente, per vari motivi ha dovuto rinunciare.

Tutte queste circostanze, non trascurabili, mi hanno dato la convinzione poche ore prima di giungere al rinnovo delle cariche, che il Signore mi stava chiamando a svolgere questo servizio per le Assemblee in Italia. Naturalmente ho tanto da imparare, anche in considerazione del fatto che seguo due presidenti: Daniele Moretti e Franco Ciuchi che hanno insieme presieduto l’Opera negli ultimi quarantatre anni, un terzo dei suoi centoventi tre anni di vita, con professionalità, fedeltà e saggezza.

 

I.C.: Quali sono gli impegni più pressanti che ti attendono in questo nuovo cammino di servizio? Hai particolari soggetti di preghiera da segnalare alle chiese locali?

 

Riavvicinare quest’Opera alle Assemblee, incoraggiando quelle chiese che non hanno soci a presentare fratelli/sorelle che possano diventarlo, come segno di comunione nel servizio, oltre a poter ricevere informazioni utili.

Le Assemblee in futuro avranno sempre più bisogno dei servizi dell’Opera. Diversi impegni infatti ci attendono.

• È all’ordine del giorno l’arrivo degli Avvisi di Accertamento dell’Agenzia delle Entrate – Uffici del Territorio di rettifica classamento e rendita catastale, Accertamento mancato pagamento IMU, TASI, TARI, pagamenti quote consortili ai Consorzi di Bonifica.

 • Occorre modificare il Regolamento Interno, approvato dall’assemblea soci nel 1982 e successivamente modificato il 14 marzo 1998.

• È allo studio la stampa di un libriccino che riporti in breve la storia dell’Opera delle Chiese Cristiane dei Fratelli, dalla sua nascita a oggi, come strumento di servizio per le Assemblee e che aiuti le nuove generazioni a conoscere quest’Opera.

• Desideriamo istituire un sito web che possa interagire con le chiese, fornendo a quelle che hanno la disponibilità di un immobile intestato all’Opera, una password per verificare i propri documenti presenti in archivio.

• Dovremo sicuramente procedere a scannerizzare l’intero archivio storico presente presso la “Casa dell’Ente Morale” a Poggio Ubertini, inserendo ad esempio altri documenti d’interesse non presenti in archivio, foto ecc… Le chiese potranno anche verificare la loro situazione contabile, l’importo del valore dell’immobile assicurato e quali sono i rischi coperti, presentare richieste online. Naturalmente, nella pagina web saranno anche inseriti i link dei Centri evangelici di proprietà (Poggio Ubertini, Bethel, Maranatha), della Casa per Anziani di Casorzo, della testata de “IL CRISTIANO”…

• Dovremo inoltre implementare l’acquisizione di documentazione già presente in archivio, costituito da verbali, atti e dispense dei vari Convegni Anziani tenuti nel corso degli anni dalle assemblee in Italia. Ultimamente, un fratello ha donato le annate dal 1973 al 2000. Si potrebbe, ad esempio, invitare i credenti che ne hanno copia, a fornire le annate mancanti e metterle a disposizione delle assemblee tramite l’archivio dell’Ente. Si può pensare a far diventare in futuro, l’archivio dell’Opera, un centro di documentazione per la storia delle Assemblee in Italia.

È fondamentale il sostegno delle preghiere da parte delle Assemblee, affinché l’amministrazione di quest’Opera sia guidata dal Signore. Preghiamo per i fratelli impegnati a vario titolo in questo servizio, per le tante problematiche che si trova ad affrontare in campo amministrativo e legale e non solo.

 

I.C.: Per concludere: hai una parola di saluto per chi ti ha preceduto in questo servizio?

 

G.P.: Ho trascorso un bellissimo periodo accanto a Daniele in questi dodici anni, in cui ho visto la sua totale dedizione e abnegazione nel portare avanti quest’Opera, con sacrificio e grande serietà e professionalità. A lui va il mio affetto e la mia stima per quanto ho potuto imparare in questi anni.

Daniele ha dato sicuramente un consistente impulso allo sviluppo dell’Opera, portandolo nei diciotto anni di presidenza da un residuo debitorio di qualche milione di lire, a un considerevole patrimonio.

Ha voluto in maniera determinata la realizzazione della “Casa dell’Ente Morale” a Poggio Ubertini e l’attivazione del servizio di segreteria; ha implementato i servizi per le chiese, quali l’accantonamento fondi, l’attivazione del fondo di rotazione per i prestiti alle chiese che stavano acquistando un locale, riveniente dall’eredità Pult; ha incaricato il fratello Roberto Cappato di scrivere la storia dell’Opera, che ha visto poi la stampa del libro “Lo Spirito che vivifica”, in occasione del 120° anniversario della nascita dell’Ente Morale e tante altre iniziative che hanno dato impulso e lustro all’Opera nel suo pluriennale incarico di presidente.

 

Infine, colgo l’occasione per esprimere un ringraziamento per i fratelli che hanno lasciato l’incarico di consiglieri e revisori: Armando Santinello di Milano via Aporti, Massimo Pasquini di Firenze, Maurizio Pastine di Sarzana (SP), Antonio Circiello di Perugia via Pellas, a cui va sicuramente il mio affetto e quello del nuovo Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori per il lavoro svolto in vari anni a servizio dell’Opera.

 

Un saluto anche al nuovo Consiglio di Amministrazione e al nuovo Collegio dei Revisori eletto lo scorso 4 ottobre, che è stato rinnovato per oltre il 50% e con un’età media scesa dai sessantacinque ai cinquant’anni. È costituito dai seguenti fratelli:

 

Consiglio di Amministrazione:

• Giosuè PAPAGNA (Assemblea di S. Marco in Lamis, FG), Presidente.

• Guido MORETTI (Assemblea di Firenze), Vicepresidente.

• Donato Tommaso SANTAMARIA (Assemblea di Roma via Prenestina), Tesoriere.

• Giorgio Fabrizio NEGRI (Assemblea di Rimini) Segretario.

• Adino GENTA (Assemblea di Asti), Consigliere.

• Giacomo MORETTI (Assemblea di Anghiari, AR), Consigliere.

• Graziano RICCIONI (Assemblea di San Severo, FG, via Masselli), Consigliere.

• Ciro TATRIELE (Assemblea di Genova Pegli), Consigliere.

 

Collegio dei Sindaci Revisori:

• Mario MANCINELLI (Assemblea di Perugia via Pellas), Presidente del Collegio dei Sindaci Revisori.

• Michele BISCEGLIA (Assemblea di Rocca Priora, ROMA), Sindaco effettivo.

• Antonio MARTOLO (Assemblea di Piacenza via Madoli), Sindaco effettivo,

• Giuseppe LOPORCHIO (Assemblea di Rimini), Sindaco supplente.

• Domenico MELCHIONDA (Assemblea di San Nicandro Garganico, FG, via dei Gerani), Sindaco supplente.

 

Ricordo anche il servizio di segreteria, attivato da oltre sei anni presso la “Casa dell’Ente Morale”, all’interno del centro di Poggio Ubertini, attraverso l’assunzione della sorella Caterina Ammirabile dell’assemblea di Montespertoli (FI). Con l’impianto di quest’ufficio abbiamo registrato un notevole miglioramento dei servizi assieme ad un sensibile aumento del lavoro. Ricordo che lei risponde telefonicamente alle richieste “amministrative” il mercoledì pomeriggio dalle 14,30 alle 18,30 al numero del telefono e del fax (attivo 24 ore) 0571/681187.

 

I.C.: Ringraziamo i due fratelli che hanno accettato di rispondere alle nostre domande e, mentre possiamo esprimere la nostra riconoscenza al Signore per il lungo periodo di servizio del fratello Daniele Moretti, dovremmo tutti impegnarci a ricordare in preghiera il gravoso impegno che attende il caro Giosuè Papagna e, con lui, tutti i nuovi Consiglieri e i nuovi Sindaci Revisori. Tutte le proprietà intestate all’Ente Morale sono finalizzate allo svolgimento delle attività delle chiese perché il Signore sia onorato attraverso il loro servizio e perché l’Evangelo sia testimoniato e proclamato.

Ricordare gli obiettivi, specificamente “spirituali”, delle attività delle chiese ci aiuta a comprendere il valore dei servizi diaconali e amministrativi che rendono possibile il loro svolgimento. È proprio pensando a questo, che la comunione nell’incoraggiamento e nella preghiera dovrebbe accompagnare il cammino di servizio di questi fratelli, in modo che, quando si troveranno “in prima linea”, sentano che alle loro spalle c’è “una retroguardia” che li accompagna e li sostiene.