lunedì, Febbraio 18, 2019
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Archivi Mensili: Aprile 2015

perché… no?!

Di tanto in tanto qualcuno mi chiede quali sono i motivi per i quali nei nostri incontri non “recitiamo” la preghiera, conosciuta come “Padre nostro” e proposta da Gesù ai discepoli, dopo aver espresso alcune osservazioni critiche sul modo di vivere la preghiera da parte dei religiosi del suo tempo.
Per quali motivi possiamo definire l’incarnazione dell’eterno Figlio di Dio come il più grande dei miracoli? È possibile collocare storicamente il momento in cui questo miracolo si realizzò? Perché possiamo considerare credibili i testimoni dell’incarnazione e, quindi, perché dobbiamo escludere di trovarci davanti ad un mito o ad una leggenda? Come mai è essenziale riconoscere la preesistenza storica di Gesù e in quale modo essa limita il ruolo di Maria, smentendo la dottrina cattolica dell’immacolata concezione?
In quale modo, nei progetti di Dio, deve svilupparsi il periodo di preparazione ad un servizio per lui? Quale valore può avere per un giovane ascoltare i consigli di una persona più matura e soprattutto collaborare con lei? Perché Il miglior modo di prepararsi al servizio è... servire? Dall’esempio del rapporto, certamente guidato dal Signore, fra Mosè e Giosuè scopriamo una serie di interessanti lezioni.
Spesso le persone non sono attirate dalla chiesa oppure si allontanano da essa perché scoraggiate dall’esempio negativo dei suoi membri, in altre parole: perché sono scandalizzate! Questo fenomeno è ancora più triste, quando vittime degli scandali sono figli o familiari di persone già credenti. Ci siamo mai chiesti seriamente qual è il comportamento che il Signore vuole da noi per non essere provocatori di scandali?