lunedì, Febbraio 18, 2019
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Archivi Mensili: Agosto 2015

Avviandosi alla conclusione del suo primo grande discorso, conosciuto come “il sermone sul monte”, Gesù con molta chiarezza e forza invita i suoi ascoltatori a prendere consapevolezza che davanti al loro cammino esistono, sempre e soltanto, due alternative che richiedono una scelta. Queste alternative sono espresse attraverso una serie di contrapposizioni (due porte, due vie, due alberi, due posizioni, due costruttori, due terreni, due case; Mt 7:13-27). Le prime due, riguardanti le due porte e le due vie, sono sicuramente fra le più conosciute e le più ricordate.
Il 20 giugno si è svolta a Roma la manifestazione “Family day”, pretenziosamente organizzata da movimenti cattolici in difesa della famiglia tradizionale e contro le nuove normative di legge che ne minano le basi. Sui vari mezzi di comunicazione, primo fra tutti Facebook, si sono sprecati i commenti entusiastici di tanti “evangelici”. Ma è biblicamente lecito lasciarsi coinvolgere come figli di Dio in simili iniziative? Cosa ci indica e cosa ci chiama a fare il Signore attraverso le indicazioni della sua Parola?
La superficialità con cui vengono oggi vissuti i rapporti sessuali sta inevitabilmente condizionando anche il modo di pensare dei cristiani. Ma è possibile utilizzare la Parola di Dio per giustificare comportamenti che in realtà altro non sono che un conformarsi ai costumi di questo mondo? È lecito estendere l’equiparazione fra fidanzamento e matrimonio, presente in alcuni testi biblici, anche ai rapporti sessuali?
Quali sono i motivi che spingevano molte delle persone che si avvicinavano a Gesù a rivolgersi a lui con il titolo di “Maestro”? Era davvero così autorevole il messaggio di Gesù? Quali aspetti del suo insegnamento incoraggiavano le persone a pensare che non c’era nessuno fra i Farisei e gli_Scribi che parlasse con la sua stessa autorevolezza? E come mai possiamo ancora oggi affermare che nessuno, né prima né dopo di lui, ha mai insegnato come Gesù? Qual è l’esempio più importante che egli ci ha lasciato come “Maestro”?
Qual è il vero significato del perdono secondo gli insegnamenti e gli esempi che troviamo nella Parola di Dio? Cosa desideriamo essere: persone pronte e disponibili al perdono oppure refrattarie e ferme sulle proprie posizioni? Quali sono i motivi che ci incoraggiano a non perdonare? Ma, soprattutto, quali possono essere le conseguenze nella nostra vita quando ci ostiniamo a non perdonare?