lunedì, Febbraio 18, 2019
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Archivi Mensili: Marzo 2016

Ci sono episodi nella storia biblica che contengono avvenimenti non facili da comprendere, soprattutto quando manca nel testo un esplicito commento. Fra questi vi è indubbiamente l’episodio della morte di Mosè, caratterizzato da due avvenimenti che non hanno apparentemente un motivo che li giustifichi e che suscitano due domande: come mai il corpo di Mosè fu seppellito direttamente dal Signore? E perché nessuno ha mai saputo dove fosse la sua tomba? Il racconto biblico si limita a raccontare i fatti: “E il Signore seppellì Mosè nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor e nessuno fino ad oggi ha mai saputo dove è la sua tomba” (De 34:6)
Quale è l’origine del lavoro? È frutto di un’evoluzione sociale nel cammino dell’uomo oppure era già compreso nel progetto creazionale di Dio? Quali sono le indicazioni che riceviamo in proposito dalla Scrittura? È giusto considerare il lavoro come una punizione e come un impegno del quale sbarazzarci appena possibile? Dio ha previsto il lavoro solo per l’uomo o anche per la donna? Infine: nell’eternità... lavoreremo?
Con quest’articolo concludiamo la pubblicazione della trascrizione di cinque messaggi presentati in occasione della Conferenza Internazionale IBCM6, svoltasi nello scorso mese di giugno a Pomezia (Roma). Abbiamo lasciato prima spazio a messaggi di fratelli provenienti dall’estero, lasciando per ultimo il messaggio di apertura che concentra la nostra attenzione sul significato della preghiera di Gesù (Gv 17:20-26) dalla quale è stato ricavato il tema generale della Conferenza stessa: “... affinché il mondo conosca”.
Quest’articolo è estratto dalla relazione che il fratello Giosuè Papagna, svolgendo uno dei tanti servizi legati al suo essere “presidente pro-tempore” dell’ente morale “Opera delle Chiesa Cristiane dei Fratelli”, ha tenuto il 21 novembre 2015 al Convegno Anziani Regionale della Puglia, svoltosi ad Apricena (FG).
Quali lezioni sintetiche possiamo raccogliere dal racconto di Mosè sulle disposizioni ricevute da Dio in merito all’istituzione della Pasqua? Perché anche queste disposizioni possono essere considerate, nel contesto della rivelazione biblica, come cristocentriche? Come mai oggi, per noi credenti in Cristo, la Pasqua non è una festa da celebrare una volta all’anno, ma da vivere tutti i giorni?