L’odio di Dio

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    1. Un chiaro atteggiamento da parte del Signore

      Molto spesso si parla dell’amore di Dio sia nella Scrittura, sia nelle chiese locali. Si tratta certa­ mente di un attributo divino e nello stesso di un sentimento che ci rassicura e ci consola.

      Nessuno di noi potrebbe essere un figlio di Dio, se non fossimo stati l’oggetto del suo amore. Rimangono scolpite nel nostro cuore le parole dell’apostolo Giovanni: “Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore” (1Gv 4:8). Da quello che possiamo notare, l’amore di Dio ci responsabilizza anche intorno al comporta­ mento che siamo chiamati a mostrare dopo averlo conosciuto.

      Tuttavia pochissime volte si parla dell’odio di Dio. Nella nostra ottica e secondo la nostra razionalità, amore e odio non possono stare insieme. Infatti nel nostro dizionario, l’odio vie­ ne indicato come l’esatto contrario dell’amore. Ma è così anche per Dio? Oppure questi due atteggiamenti sono perfettamente amalgama­ ti? Nella Scrittura troviamo la risposta.

      Intanto possiamo dare un’occhiata ai sinonimi del verbo “odiare”: aborrire, detestare, disde­ gnare, disprezzare, (lett.) esecrare, (lett.) pren­ dere in ira (dal dizionario Treccani) abominare (dal dizionario del Corriere). Molti di questi ver­ bi li troviamo nelle nostre traduzioni in italiano.

      In greco abbiamo il classico verbo per odiare ovvero “miseo”, ma nella LXX molto spesso tale verbo che rientra nelle nostre traduzioni ha come termine il sostantivo “bdeulogma” che indica ciò che è abominevole è detestabile.

      Dio odia il peccato

      Questa deve essere una chiara lezione che sem­ pre dobbiamo ricordare. Tutta la Scrittura una­ nimemente riconosce in Dio un totale disprez­ zo nei confronti di tutto ciò che è iniquo e che non è secondo la sua volontà. Risuonano limpi­ de le parole del profeta Abacuc:

      “Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e che non puoi tollerare lo spet­ tacolo dell’iniquità, perché guardi i perfidi e taci quando il malvagio divora l’uomo che è più giu­ sto di lui?” (Ab 1:13).

      Queste parole ci devono fortemente responsa­ bilizzare. Dio ha gli occhi troppo puri per tolle­ rare la vista del peccato. Proprio per questo motivo, egli non ha dato un “colpo di spugna” alle nostre iniquità, ma ha mandato suo Figlio per redimerci da esse.

      Era necessario il sacrificio del Signore Gesù per raggiungere tale scopo.

      Tuttavia domandiamoci: è così anche per noi? Detestiamo il peccato con tutte le nostre forze? Oppure in noi ha ancora potere attrattivo?

      Osserviamo dal salmista il giusto atteggiamen­ to che dobbiamo tenere:

      “Odio e detesto la menzogna, ma amo la tua leg­ ge” (Sl 119:163).

      In questo caso si parla della menzogna, ma pos­ siamo certamente affermare che per ogni ini­ quità, siamo chiamati ad avere un chiaro atteg­ giamento di odio e di disprezzo. In questo modo, ameremo solo ciò che Dio ama ed odie­ remo ciò che Dio odia.

      Un altro brano significativo lo troviamo in un altro Salmo:

      Non mi proporrò nessuna cosa malvagia; dete­ sto il comportamento dei perversi, non mi lascerò contagiare” (Sl 101:3).

      Quando vediamo il comportamento dell’empio in ogni sua sfaccettatura, cosa proviamo?

      Indifferenza, rassegnazione o odio per tutto ciò che di iniquo viene propinato e che disonora il Nome del Signore?

      Il salmista dichiara chiaramente di odiare il com­ portamento dei perversi e nello stesso tempo evidenzia tutto il suo proposito di non lasciarsi contagiare da simili comportamenti. Così deve essere anche per noi.

      Dio ama il peccatore

      Nella Scrittura troviamo questa lieta notizia che certamente ci sconvolge. Nonostante tutto ciò che l’uomo fa, disonorando il Signore, Dio lo ama. Come non ricordare le parole preziose dell’apostolo Paolo: “Infatti, mentre noi erava­ mo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi… Dio invece mostra la gran­ dezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è mor­ to per noi” (Ro 5:6, 8)?

      Dio ci ha amati prima ancora che noi ci conver­ tissimo a lui. Cristo è morto non per persone giuste o che meritavamo qualcosa, ma per degli empi, quali noi eravamo. Questo ci deve far esplodere di gioia.

      Tuttavia vi è un dettaglio che tante volte corria­ mo il rischio di non vedere nella Scrittura, ma di cui viene parlato.

      Dio odia chi commette il peccato

      Molto spesso si sente affermare:

      “Dio odia il peccato, ma ama il peccatore”.

      È una dichiarazione giusta, come abbiamo visto, ma incompleta. Infatti la Bibbia non dichiara solamente che Dio odia il peccato, ma anche chi lo commette. Chiedo ai lettori di tene­ re presente i sinonimi citati all’inizio dell’artico­ lo. Ora trascriverò senza commentare tutta una serie di versi che dimostrano che l’atto di dete­ stare da parte di Dio è anche in relazione al sog­ getto che compie il peccato:

      • “… e non introdurrai cosa abominevole in casa tua, perché saresti maledetto, com’è quella cosa; la detesterai e l’abominerai assolutamen­ te, perché è un interdetto” (De 7:26).
      • “… perché il SIGNORE detesta chiunque fa que­ ste cose; a motivo di queste pratiche abomine­ voli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te” (De 18:12).
      • “La donna non si vestirà da uomo, e l’uomo non si vestirà da donna poiché il SIGNORE, il tuo Dio, detesta chiunque fa tali cose(De 22:5).
      • “Poiché il SIGNORE, il tuo Dio, detesta chiun­ que fa quelle cose e commette iniquità” (De 25:16).
      • “Quelli che si vantano non resisteranno davan­ ti agli occhi tuoi; tu detesti tutti gli operatori d’iniquità(Sl 5:5).
      • “Il SIGNORE scruta il giusto,ma detesta l’empioe colui che ama la violenza” (Sl 11:5).

      • Detesto l’assemblea dei malvagi, non vado a sedermi tra gli empi” (Sl 26:5).

        • “Chi assolve il reo e chi condanna il giusto sono entrambi detestati dal SIGNORE(Pr 17:15).
        • “La mia eredità è divenuta per me come un leo­ ne nella foresta; ha mandato contro di me il suo ruggito; perciò io l’ho detestata(Gr 12:8).
        • L’ira del SIGNORE si accese contro il suo popolo ed egli prese in abominio la sua ere­ dità” (Sl 106:40).
          • “… poiché il SIGNORE ha in abominio l’uomo perverso, ma la sua amicizia è per gli uomini retti” (Pr 3:32).

          • I perversi di cuore sono un abominio per il SIGNORE, ma gli integri nella loro condotta gli sono graditi” (Pr 11:20).
          • Chi ha un cuore superbo è in abominio al SIGNORE; certo è che non rimarrà impunito” (Pr 16:5).
          • “… calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori…” (Ro 1:30).
          • “Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, inca­ paci di qualsiasi opera buona” (Tt 1:16).
          • “Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema(Ga 1:8).
          • “Ma per i codardi, gl’increduli, gli abominevo­ li, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli ido­ latri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Ap 21:8).
          • “Sei cose odia il SIGNORE, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spargono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corrono frettolosi al male, il falso testimone che profe­risce menzogne, e chi semina discordie tra fra­ telli” (Pr 6:16­19).

            Possiamo osservare prendendo solo l’ultimo brano di questa carrellata, come l’atto di odiare o di valutare come abominevole, o di detestare, sia in riferimento al peccatore stesso.
            Nel brano di Proverbi si parla non solo della fal­ sa testimonianza, ma anche del falso testimo­ ne, non si parla solo della discordia, ma anche chi semina la discordia, per non parlare del cuore iniquo, visto e considerato che nella Scrittura, il cuore e l’individuo sono intima­ mente legati.

            Come conciliare
            l’amore di Dio ed il suo odio?

            A questo punto è lecito domandarsi come è possibile che, nella persona di Dio, si conciliano l’amore e l’odio?
            La stessa domanda la potremmo fare con la sua grazia e la sua ira.
            La Bibbia parla sia della grazia di Dio, sia della sua ira. Secondo la nostra razionalità essi sono inconciliabili, ma per il Signore sono perfetta­ mente conciliabili.
            Lo stesso vale per il suo amore ed il suo odio. D’altro canto il peccato fa talmente parte del­ l’essere interiore dell’uomo che non si possono distinguere.

            Pertanto ringraziamo il Signore per averci ama­ to, per averci ricolmato della sua grazia, ma teniamo conto che come egli ama chi commet­ te il peccato, desiderando la sua redenzione ed operando per realizzarla, altresì nella sua giusti­ zia e santità egli odia, detesta il male e chi lo commette, come dimostrato dai passi citati.

            Rimane sempre vero ciò che disse il Signore Gesù e sempre lo sarà:

            Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui(Gv 3:36).