La porta è ancora aperta! LAOS

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Conosciamo un po’ la nazione

 

Il Laos è un Paese con circa sette milioni di abitanti appartenenti a tante etnie che si possono, però, raggruppare in tre principali. È uno degli Stati più poveri al mondo. Come spesso accade in questi casi, la ripartizione della ricchezza è ingiusta: ci sono i ricchi sfondati e i poveri che sono all’estremo. Le popolazioni rurali, che svolgono ancora un’attività agricola che potremmo definire di “sussistenza”, sono poverissime. Per questo sono ancora necessari molti aiuti sociali. Gli agricoltori piantano a mano il riso e arano i terreni con i buoi. Nella prima decade degli anni 2000 sono state costruite le scuole in ogni distretto (quello che corrisponde alla nostra provincia) e molte strade sono passate dallo stato fangoso a quello di “autostrade” a due corsie. Nonostante questi notevolissimi progressi, la maggior parte degli abitanti dei villaggi non si muove facilmente, non va oltre il capoluogo della propria provincia e il grado d’istruzione non va oltre a quello che corrisponde alla nostra seconda elementare. Nel 1975 il Laos è diventato una Repubblica Democratica comunista. La religione dominante (circa il 70%) è quella buddista. La presenza “cristiana” supera di poco l’1%. Il resto della popolazione professa altre religioni non precisate. Dagli anni ’90, il Laos ha aperto le porte al turismo straniero.

 

 

Ripercorriamo un po’ la storia dell’evangelismo in generale

 

Il Vangelo è arrivato più di cent’anni fa grazie ai missionari delle Assemblee. Piccoli gruppi di uomini e donne derelitti ed emarginati del territorio laotiano in cui c’era una notevole presenza buddista, si sono convertiti al Signore, come hanno fatto anche altri in diverse parti del Paese. Negli anni ’50 si è convertito un gran numero di Hmong, una delle etnie qui presenti. Purtroppo, dopo la lunga ed estenuante guerra vietnamita, migliaia di credenti Hmong e dei bassi territori laotiani sono stati costretti ad emigrare. La Chiesa, in quegli anni, su una popolazione che si aggirava sui tre milioni di abitanti, contava non più di 15.000 credenti.

 

Dopo la rivoluzione comunista del ’75, la Chiesa si è rimpicciolita ancora di più. Il governo ha confiscato molti locali di culto e perfino i locali che ospitavano scuole bibliche per adibirli a “uffici” per usi amministrativi. In questo periodo i pochi credenti si mostravano riluttanti e timorosi nell’incontrarsi, tuttavia sono rimasti fermi nella fede. Dopo l’incessante preghiera di tanti di credenti nel mondo, il Signore ha risposto e ha fatto grandi cose nel Laos perché, a partire dagli anni ’90, il governo ha riaperto le porte ai credenti stranieri.

Nonostante questa (ri)apertura, il Laos rimane una nazione in cui c’è una persecuzione non indifferente. Infatti, i credenti laotiani che vivono al di fuori della capitale, Vientiane, subiscono oppressioni di tipo sociale (perdita di lavoro, negazione ai loro figli della possibilità di studiare), fisico (negazione delle cure mediche), morale (incarcerazione) e, in qualche caso, anche martirio. Nonostante il fatto che la costituzione del Laos permetta la libertà religiosa, i credenti sono super controllati. È ancora illegale stampare la Bibbia ed è molto difficile ottenere i permessi per importare la letteratura, per svolgere attività evangelistiche e costruire locali di culto. Alla fine del 2014 (cosa che era già successa nel 2004-’05 in più località e per intere famiglie di credenti) le autorità hanno ordinato a sei famiglie di credenti Hmong di rinnegare la loro fede. Avendo rifiutato, sono state costrette a lasciare i loro villaggi e i loro campi.

 

Una coppia di missionari delle assemblee britanniche, che ha lavorato nel Laos per un ventennio, ha scritto: “I credenti laotiani hanno pochissima istruzione, al massimo la seconda elementare, ma sono pronti ad affrontare qualsiasi difficoltà per la loro fede”. Che esempio per noi! A Vientiane i locali di culto, ufficialmente riconosciuti dallo Stato, sono stracolmi di credenti e, ogni domenica, si tengono fino a tre incontri. Negli anni 2000 dei familiari di uomini al potere hanno ascoltato l’annuncio del Vangelo e si sono convertiti. Sempre in questi anni si sono convertiti circa 50.000 Khmu, una minoranza etnica che conta all’incirca 800.000 persone che vivono in alcune zone di montagna. Tutto questo è stato facilitato dalle trasmissioni radiofoniche preparate da un fratello laotiano che vive nel Canada.

 

 

L’opera delle Assemblee

 

Come in molti Stati “in via di sviluppo” l’opera comprende due aspetti: quello spirituale e quello socio-umanitario. Partiamo dal secondo. Le Assemblee della Svizzera romanda, che hanno fatto un percorso ecclesiale particolare fondendosi con le chiese libere, attualmente hanno due coppie di missionari che lavorano soprattutto nel campo umanitario. Nathanael è responsabile del Service Fraternel d’Entraide. In una delle province più povere del sud del Laos è stato portato avanti un progetto della durata di sei anni il cui obiettivo generale era quello di migliorare le condizioni di salute della popolazione locale, di portare aiuto soprattutto alle minoranze etniche e raggiungere i villaggi remoti quasi del tutto privi di assistenza sanitaria. Le principali attività svolte sono state: la formazione agricola e quella dei volontari nel campo sanitario e dei volontari per lo sviluppo dei villaggi; la costruzione di latrine, di sistemi d’approvvigionamento d’acqua e di centri sanitari. Tutti gli abitanti dei villaggi sono stati coinvolti in qualche modo nello svolgimento delle suddette attività.

 

Le Assemblee della Svizzera francese hanno portato avanti (e lo fanno tuttora) altri progetti, in altre province del Laos, facenti parte di un programma di sviluppo della comunità locale rurale. Le condizioni di vita nella zona di Sèkong (nel sud-est) sono molto difficili; si parla di malnutrizione, di condizioni igienico-sanitarie precarie, di scarsa assistenza sanitaria e mancanza d’istruzione basilare. L’obiettivo generale di questo progetto è quello di migliorare le condizioni di vita della popolazione in 14 villaggi contribuendo a potenziare la produzione agricola e a migliorare la qualità dei prodotti alimentari. Per fare questo si è data importanza alla formazione agricola (come coltivare il terreno e sfruttarlo nel modo migliore, come avere delle riserve d’acqua, eccetera) e alla formazione basilare riguardo ai princìpi nutrizionali e alle norme igienico-sanitarie. Un secondo progetto si propone di migliorare le conoscenze e le competenze mediche del personale ospedaliero e anche di apportare miglioramenti alle infrastrutture mediche di quattro centri sanitari, equipaggiandole con il materiale medico necessario e dando una buona formazione al personale addetto. Il terzo progetto è stato quello della costruzione di una casa d’accoglienza per gli studenti delle zone rurali in un’altra provincia.

 

I primi missionari ad arrivare nel Laos sono stati proprio un gruppo di credenti delle Assemblee della Svizzera francese che hanno iniziato un’opera nel sud della nazione nel 1902. Anche se molti facenti parte di questo gruppo sono morti a causa di un’epidemia di colera, sono arrivati altri missionari e sono state fondate molte assemblee. In un secondo tempo agli svizzeri si sono aggiunti altri missionari delle assemblee statunitensi, canadesi e britanniche. Nel 1927 l’intera Bibbia è stata tradotta da un missionario delle Assemblee. Negli anni ’80 le Assemblee canadesi hanno sostenuto il lavoro di una nuova versione sotto la guida di un fratello Lao-canadese, Sithidet, che, oltre a essere uno degli anziani dell’assemblea laotiana a Burnaby (British Columbia, Canada) aveva esperienza in questo campo. Un missionario che era stato prigioniero in Cina durante la “Lunga marcia”, una volta liberato ha fondato un’assemblea cinese molto vigorosa nella città di Paksan, capoluogo di una provincia del centro-nord del Laos. In seguito sono state fondate un’assemblea cinese e una vietnamita a Vientiane, oltre ad una laotiana, sempre nella capitale e, nel dopoguerra, una decina nel sud del Laos. L’assemblea di Vientiane, durante i primi anni del comunismo, ha continuato a radunarsi ogni domenica pomeriggio per celebrare il culto d’adorazione al Signore, mentre la mattina la maggior parte dei credenti era costretta a lavorare. Uno degli sviluppi dell’opera nei suoi aspetti spirituali è stato quello della crescita vertiginosa delle “chiese in casa” guidate da anziani. Questi seguono dei corsi di formazione in determinati periodi dell’anno, cosa non facile, anche perché devono provvedere al sostentamento delle loro famiglie, durante la loro assenza. Durante gli altri periodi dell’anno essi lavorano nei campi e portano avanti l’opera, guidando le chiese locali.

 

Dopo gli anni ’90 questi fratelli hanno fondato una trentina di chiese. Molti credenti che ne hanno fatto parte da allora, non hanno avuto tutti i nostri privilegi per approfondire la conoscenza delle Scritture, non avendo tutte le nostre risorse, quali libri di formazione biblica, studi biblici approfonditi, eccetera; tuttavia, essi obbediscono agli insegnamenti ricevuti dai missionari e dai loro anziani su una base biblica. Hanno poco dal punto di vista materiale, ma sono molto ospitali e per i loro bisogni dipendono totalmente dal Signore.

Preghiamo affinché i nostri fratelli possano continuare coraggiosamente a predicare la Parola, nonostante le varie forme di opposizione, e fondare sempre nuove chiese. C’è un urgente bisogno di uomini che possano insegnare la Scrittura; per questa ragione, è importante pregare per i suddetti corsi di formazione che si tengono in determinati periodi dell’anno.