I tre “solo” di Gesù

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Il 2017 sarà l’anno dedicato alle celebrazioni dei 500 anni trascorsi dal primo atto della “Riforma protestante”; fu infatti il 31 ottobre 1517 che Lutero rese pubbliche le sue 95 tesi. In seguito, il messaggio della Riforma fu condensato in cinque “solo” (sola Scrittura, solo Cristo, sola grazia, sola fede, solo a Dio la gloria). Ma i cinque “solo” dei riformatori, non devono farci dimenticare che anche Gesù ha pronunciato tre “solo”.

Nei giorni precedenti la sua passione, Gesù mise in guardia i suoi discepoli e la folla che lo seguiva contro l’incoerenza e l’ipocrisia dei religiosi del suo tempo la cui vita era segnata da comportamenti negativi, purtroppo non sconosciuti anche a tanti religiosi del nostro tempo e frutto evidente di una relazione solo formale con Dio (Mt 23:1-7). Dopo quest’avvertimento, Gesù rivolse loro tre imperativi condensabili in tre “solo”: un solo Maestro, un solo Padre, una sola Guida!

1. “Voi non vi fate chiamare «Rabbi», perché uno SOLO è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli” (v. 8). Uno solo è il Maestro, del quale dobbiamo ascoltare e seguire gli insegnamenti. Nelle due successive esortazioni Gesù avrebbe specificato a quale “Padre” e a quale “Guida” egli facesse riferimento, qui invece non dice chi sia il “Maestro” di cui parla: un’omissione non casuale, anzi molto significativa. A chi poteva riferirsi Gesù parlando di “un solo Maestro”? A chi avrebbe in seguito attribuito il ruolo di “Maestro” dei suoi discepoli? La risposta è una sola: allo Spirito Santo (“… il Consolatore, lo Spirito Santo… vi insegnerà” ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto”, Gv 14:25). Finché Gesù è rimasto sulla terra è stato lui “il Maestro” (Gv 13:33) in quanto “Parola di Dio incarnata”, ma, dopo il suo ritorno al Padre, “Maestro” sarebbe stato lo Spirito Santo, il suo unico Vicario. Oggi chi insegna nella Chiesa deve trasmettere ciò che ha ricevuto dal “solo Maestro” attraverso la Parola da lui ispirata, che rimane l’unica fonte di ogni insegnamento e non deve collocarsi al di sopra degli altri (“siete tutti fratelli”), quindi: nessun clero, nessuna gerarchia, nessuna superiorità sugli altri!

2. “Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno SOLO è il Padre vostroquello che è nei cieli…” (v. 9). Questo comandamento è stato indubbiamente disatteso: ci sono religiosi chi si fanno chiamare “padre” e uno addirittura “santo padre”. Ma il nostro solo Padre, degno di essere chiamato con questo dolce nome, è “quello che è nei cieli”.

3. “Non vi fate chiamare guide, perché una SOLA è la vostra Guida, il Cristo…” (vv. 10-11). La guida è la persona che cammina davanti a noi, che indica il sentiero da percorrere, che sa bene quale è la mèta da raggiungere, che segnala i pericoli e gli ostacoli ed aiuta a superarli, che incoraggia e rianima nei momenti di stanchezza e di difficoltà, che indica cosa dobbiamo portare e indossare e di cosa dobbiamo nutrirci durante il cammino… Il Cristo è la nostra Guida, per questo non dobbiamo mai perderlo di vita, fissando ogni giorno il nostro sguardo su di lui.

Tutta la Trinità è coinvolta nei “solo” che devono illuminare la nostra vita! Nutrire la nostra mente con gli insegnamenti che il nostro SOLO Maestro, lo Spirito Santo, ci trasmette attraverso la sua Parola; riscaldare il nostro cuore attraverso un intimo rapporto di comunione con il nostro SOLO Padre; lasciarsi condurre, passo dopo passo, dalla nostra SOLA Guida, il Signore Gesù: questo sia il nostro programma per il nuovo anno!