Non più cinque ma sei “C”

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Caro Paolo,

voglio ringraziarti per l’editoriale “Cinque C” di ottobre: Comunione, Chiamata, Convinzione, Consacrazione, Collaborazione: cinque “C” da ricordare e da vivere.

Hai messo il dito in una parte importante della vita delle assemblee. Era ed è necessario questo richiamo. Grazie ancora.

Ti chiedo perdono: io avrei anche aggiunto un ulteriore punto. Per l’allitterazione necessita una C. Riguarda il Contenuto dell’insegnamento. Ho la sgradevole sensazione, e spesso non è sensazione ma il risultato dell’osservazione, che nelle Scuole Domenicali e nelle Ore Felici, e spesso nei Campi “biblici” estivi, manchi la trasmissione dei veri contenuti della Bibbia. Innanzitutto insegnare la storia biblica/le storie bibliche nelle quali è intessuta la rivelazione divina; dopo i principi fondamentali del vangelo e non solo qualche aspetto; infine la connotazione eterna del messaggio biblico e non solo l’aspetto etico. E questo riguarda anche il lavoro che dovrebbero svolgere i genitori a casa.

Come fare a spiegare altrimenti il disinteresse che molta gioventù ha verso la Bibbia? Come spiegare il crescente analfabetismo biblico? (…)

Sicuramente è il risultato della pressione che il postmodernismo ed il decostruzionismo sta facendo sulla chiesa di Cristo.

La Scuola Domenicale è una piccola scuola biblica. Una volta pure i canti per bambini insegnavano le storie bibliche oltreché le dottrine bibliche, e quando si tornava a casa i genitori chiedevano: “Cosa hai imparato?” e i bambini ripetevano le storie ed i concetti biblici. Oggi si torna dai Campi o dalle Ore Felici o Scuole Domenicali e si chiede: “Ti sei divertito?”. Perciò in questi programmi bisogna mettere elementi di divertimento spesso emulati da ciò che si fa nel mondo (balletti, tatuaggi, trucchi del viso, ecc.).

Comunque grazie per il tuo intervento.

Caro Paolo, ti ringrazio per la pazienza e l’attenzione. Grazie ancora per il tuo servizio nell’opera del Signore.

Lettera firmata

Contenuto e metodo

Carissimo,

ti ringrazio per il tuo commento e per la tua riflessione.

Come non essere d’accordo con quanto suggerisci? Si potrebbero aggiungere tante altre “C”. Ricordo ad esempio le tre, per me particolarmente care, del fratello Gian Nunzio Artini, quando scriveva che ogni lezione biblica deve essere Chiara, Concisa e Colpente. Ma sicuramente la sesta “C”, da te opportunamente suggerita, è di fondamentale importanza perché attira la nostra attenzione sul contenuto delle lezioni bibliche presentate ai ragazzi durante la Scuola Domenicale, le Ore Felici e i Campi biblici.

Le mie cinque “C” avevano in particolare lo scopo di mettere in evidenza la qualità del servizio che ogni insegnante di Scuola Domenicale è chiamato a svolgere per il Signore, per la chiesa, per le famiglie.

Avevo solo marginalmente toccato nell’editoriale di ottobre i due aspetti essenziali di ogni lezione: il contenuto e il metodo.

Le tue considerazioni corrispondono purtroppo a quanto sta accadendo in tante realtà. Il desiderio di accattivare l’attenzione dei ragazzi sta portando tanti insegnanti ma anche organizzatori di Campi biblici a preoccuparsi più del metodo che del contenuto, quando dovrebbe essere esattamente il contrario. Posso farti un esempio di come stiamo diseducando le nuove generazioni.

Quando ero ragazzo, ho avuto dal Signore la benedizione di frequentare i primi Campi biblici delle nostre Assemblee, quelli organizzati a Poggio Ubertini dal fratello Giona Prencipe.

Ogni giornata era scandita da ben cinque incontri di studio della Parola di Dio (due al mattino, due al pomeriggio e uno dopo cena). Ebbene, oggi ho notizia di Campi in cui si propone ai partecipanti un solo studio biblico al giorno, in cui – come giustamente osservi – ci si preoccupa del momenti di divertimento e di svago più che di quelli di ascolto della Parola. E questo anche con l’accondiscendenza dei genitori che spesso sembrano più preoccupati dello svago dei figli piuttosto che della loro formazione.

Mi si dirà che le capacità di attenzione e quindi di ascolto e di studio delle nuove generazioni si sono sensibilmente ridotte, per cui ad una attenzione più blanda è strategico proporre un contenuto più blando.

Ma è giusto assecondare questo “calo di capacità” trasformando le nostre Scuole Domenicali in ore ricreative ed i Campi biblici in momenti di svago stile villaggi turistici? Sono con te convinto che non è questo il metodo che il Signore vuole che usiamo per trasmettere il messaggio della sua Parola.

Ti ringrazio quindi, caro fratello, per il tuo richiamo rivolto prima di tutto ai genitori e, in seconda battuta, agli anziani delle chiese locali ed a coloro che insegnano nelle Scuole Domenicali, nelle Ore Felici e nei Campi biblici. La mia preghiera è che non perdano mai di vista i contenuti del servizio che il Signore li chiama a svolgere, perché – come ben sappiamo – la crescita nella grazia è strettamente collegata alla crescita nella conoscenza (2P 3:18).

Ti saluto con affetto nel Signore.

Paolo