Una parabola per i tempi moderni

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Il 21 dicembre 1967 Luigi Washkansky, commerciante di 53 anni, è morto all’ospedale di Groote Schuur di Città del Capo, dopo aver vissuto 18 giorni con un cuore nuovo: il cuore d Denise Darvall, una ragazza morta in seguito ad un incidente. Il mondo intero ha seguito con comprensibile interesse la straordinaria vicenda che ha portato in un piano di celebrità il medico Christian Barnard che insieme ad un folto gruppo di colleghi e di aiutanti ha diretto il trapianto che non ha precedenti nella storia della chirurgia umana. Washkansky è stato sepolto accanto al monumento che a Città del Capo ricorda 6 milioni di ebrei morti nei “lager” nazisti. Israel Abrahams, il rabbino che ha officiato il servizio funebre, ha detto rivolto ai presenti: “Luigi Washkansky è morto come un combattente, la sua lotta è servita a far germogliare una speranza che non morrà mai”.

V’è da inchinarsi davanti ad un fatto così carico di alto valore scientifico e di profondo contenuto umano. Una schiera di medici che opera in modo prodigioso. Una famiglia che passa dalla speranza vivida al dolore angoscioso. Un padre – il genitore della ragazza – che, quando il cuore della figlia si arresta nel torace di Washkansky, mormora desolato: “Ora la mia Denise è veramente morta”. Una porzione di dolore è sempre unita alle vicende del progresso umano e spesso le note di trionfo si confondono e coprono il gemito del dolore. Noi cristiani evangelici crediamo che nella misura in cui Dio lo permetterà l’uomo avanzerà ancora sulla via del progresso e daremo sempre gloria a Dio che vuole accendere la luce della sua intelligenza infinita nello spirito della creatura una – la SUA creatura – che è spesso, troppo spesso, ribelle ed estranea a lui!

Questo portentoso avvenimento di cui uno simile è in questi giorni in atto, ci permette di fare delle considerazioni di ordine spirituale. Il cuore umano, questo muscolo cavo, grosso come un pugno, centro motore della circolazione sanguigna e per esteso centro della vita, è – in figura – la sede degli affetti, dei sentimenti, delle emozioni. Tutto ciò che può interessare l’animo umano viene ascritto al cuore.

Or questo centro della vita e fonte principale d’essa, viene trovato impuro da Dio. Gesù Cristo, l’Iddio che è il solo che possa investigarlo, ha detto: “Quello che esce dall’uomo contamina l’uomo, poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità. Frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo” (Marco 7:20). È per l’importanza che il cuore ha in tal senso come centro di vita che Salomone, il più saggio di tutti i re, ha detto: “Custodisci il tuo cuore sopra ogni altra cosa, perché da esso procedono le sorgenti della vita” (Prov. 4:23). Nella Bibbia è ancora detto: “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà? Io, l’Eterno, che investigo il cuore…” (Geremia 17:9).

Quando Iddio, Altissimo Onnipotente, Giusto Giudice, si avvicina all’uomo, non può che dire: “Hai bisogno di un cuore nuovo, di uno spirito nuovo. È necessario che la sorgente segreta della tua vita generi purezza in luogo di impurità. Bene vero in luogo di male. Amore di marca divina in luogo di affetto terreno o indifferenza o addirittura odio. Virtù in luogo di vizio. L’autodisciplina, l’educazione, la morale umana, la cultura, l’osservanza ad una forma di religiosità tradizionale tramandata di padre in figlio, sono un nulla. È necessario un trapianto! V’è bisogno di un cuore nuovo!”

Com’è possibile questo?

Dio stesso che come Medico divino indica la terapia del trapianto è Colui che l’attua miracolosamente. “Io – Egli dice agli uomini – vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; torrò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio spirito e farò sì che camminerete secondo le mie leggi e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni! (Ez. 36:25). Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è venuto dal Cielo per dare la propria vita di valore divino alle creature umane che sono per natura e per azione in uno stato di morte spirituale e morale.

Quando Denise Darvall morì, il suo cuore con un intervento miracoloso fu posto nel torace di Washkansky in sostituzione del suo cuore vecchio, malato e inutile. Quando Gesù morì sulla collina del Calvario, il Suo Cuore, cioè il principio della Sua vita divina – per tutte le conseguenze ed implicazioni di quella morte di valore universale ed eterno – fu posto al centro della vita di tutti i veri credenti in Lui, in sostituzione del loro principio di vita che a giudizio di Dio era vecchio, malato e incapace di produrre vero Bene perché affetto da necrosi morale.

Il padre di Denise Darvall – pur affranto dal dolore – permise che il cuore della propria figlia fosse usato nel tentativo di ridare vita ad un uomo condannato a morire. Dio Onnipotente – Padre del nostro Signore Gesù Cristo – donò il proprio Unigenito Figliuolo a morire sulla Croce affinché da questo sacrificio non un uomo, ma moltitudini di anime fossero salvate. Il Sacrificio del Calvario non fu un tentativo di salvezza, ma realizza piena completa imperitura eterna salvezza per tutti coloro che credono. Miracolo dell’Amore di Dio!

Coloro che sono veri cristiani credono alla prio-
rità dei valori spirituali su quelli di ordine materiale. Sulla base di questo credo noi affermiamo che tutti i trapianti che i vari chirurghi effettueranno sui corpi umani, pur rimanendo opere prodigiose, non saranno da paragonare al valore del trapianto che Dio opera sull’uomo che crede e che viene a fare di lui una nuova creatura. Non vi sarà per tale opera divina il timore del processo di rigetto. Quando il trapianto divino si effettua riesce perfettamente. Chi ode il messaggio del puro evangelo, si ravvede, crede al Signore Gesù come Unico Salvatore, è perfettamente e definitivamente salvato. Pur se il principio della natura umana cercherà di espellere il principio della natura divina, tale ripulsa non si verificherà mai pienamente. Ogni manifestarsi della funesta intolleranza potrà essere sempre neutralizzato dall’abbandonare la vita all’azione dello Spirito Santo.

Quando per la sollecitazione di un impulso elettrico il cuore di Denise Darvall pulsò nel petto di Washkansky, il Dottor Barnard esclamò: “Mio Dio, si muove!”.

Quando la “vita” di Cristo si manifesta nella vita di un essere umano per il miracolo della rigenerazione, chi si rende conto di questa realtà non può frenare la propria meraviglia. Non c’è nulla al mondo che abbia valore quanto lo ha una vita umana che manifesta la trasformazione che Dio opera per la Grazia e la fede.

Riconosciamo, dunque, la nostra situazione che davanti a Dio è moralmente spiritualmente disperata. Accettiamo il soccorso che ci viene da Dio. Riconosciamo l’esattezza della divina diagnosi per cui veniamo a conoscere che il nostro caso è irrimediabile. Diciamo “Sì!” al Signore che nella Sua Grazia vuol darci un cuore nuovo, uno spirito nuovo e cioè la Vita del Suo Figliuolo Gesù Cristo: la vita che è l’unica che piace a Dio, la vita che non muore mai. Bastarono due minuti di riflessione a Washkansky per dire “Sì!” al medico che gli propose il trapianto. Quanto attenderemo noi per arrenderci a Dio?

Un uomo col cuore di un altro può morire sia per le conseguenze stesse dell’operazione prodigiosa e sia perché comunque a suo tempo morrà, ma chi ha posto la propria fede nel Gesù Cristo rivelato dagli Evangeli, non morrà giammai in eterno perché l’eterna separazione da Dio prodotta dal peccato che è in ogni creatura umana non avrà podestà sopra di lui.