L’eredità di Billy Graham

7 novembre 1918-21 febbraio 2018. Abbiamo chiesto un ricordo della vita di Billy Graham a James Lines, per oltre cinquant’anni missionario in Italia a Perugia, a Foggia, a Rimini e promotore del Centro Maranatha di Badia Tedalda (AR), da due anni rientrato negli Stati Uniti insieme alla moglie Franca ed attualmente residente in Pennsylvania.

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Il ministerio evangelistico di Billy Graham ha attraversato ben sei decenni del secolo scorso e si è fermato nel primo decennio di questo secolo. A ragion veduta è stato considerato, insieme a John Stott, il personaggio più influente del mondo evangelico anglofono negli ultimi cento anni. Le sue relazioni con le autorità del suo Paese e le sue aperture ecumeniche (è nota la sua dichiarata amicizia con papa Giovanni Paolo II) sono state e saranno ancora motivo di dibattito e di dissenso, ma è indubbio che “Cristo è stato (da lui) annunciato” sia alle folle oceaniche che si radunavano negli stadi durante le sue campagne evangelistiche che alle autorità di questo mondo (papa incluso). E di questo non possiamo che rallegrarci (Fl 1:18). Non dobbiamo infatti dimenticare che a chiunque egli si fosse trovato davanti ha annunciato che “non ci si salva con l’appartenere a una chiesa, né vivendo una vita morale. Siamo salvati solo per mezzo della grazia di Dio in Cristo”. Certe discutibili scelte e dichiarazioni nei confronti di realtà nominalmente “cristiane” non possono far dimenticare che pochi come lui hanno contribuito a far conoscere Cristo nel mondo e a diffondere l’Evangelo della Grazia.

Dall’indifferenza alla resa a Cristo

 “Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo”

(Galati 6:14)

Questo versetto biblico fu scelto e vissuto per ottantatré anni dall’evangelista più conosciuto del mondo, Billy Graham, che all’età di novantanove anni è entrato nella presenza del Signore che egli amava e proclamava da quando aveva sedici anni.

Un quadro con le parole di Galati 6:14 era appeso nella camera da letto di Billy Graham, nella sala da pranzo, nel bagno e in altre stanze della sua casa. Secondo i figli, il noto evangelista ha lasciato in eredità la realtà di una vita sottomessa alla volontà di Cristo. Nonostante la fama di un uomo che ha toccato le vite di milioni di persone nei suoi sessant’anni di ministero (egli ha predicato in 185 paesi e territori del mondo, è stato amico di dodici Presidenti degli Stati Uniti, e consigliere spirituale di sei di loro), Billy Graham si riteneva nient’altro che un semplice servo del Signore. Non era sempre stato così però, durante la sua vita.

Da giovane, Billy non voleva avere niente a che fare con predicatori o evangelisti, pur se era costretto dal padre ad assistere alle meditazioni bibliche giornaliere di famiglia, che includevano anche preghiere e canti (Salmi), ed agli incontri di chiesa. Egli poi faceva di tutto per mancare a questi incontri. In modo particolare usava come scusa le sue mansioni di contadino nella fattoria dove abitava, vicino alla città di Charlotte nella Carolina del Nord negli Stati Uniti d’America. I suoi genitori, che amavano il Signore e pregavano per i loro quattro figli, ritenevano che l’insegnamento delle Scritture dovesse avere la precedenza su tutte le attività di famiglia.

Una volta durante un periodo in cui Billy e i suoi fratelli furono costretti ad essere ospitati a lungo in casa di una zia molto devota, lei ordinò loro di leggere la Bibbia. Dopo dieci minuti di lettura, Billy dichiarò di aver letto un libro intero della Bibbia; aveva letto la lettera di Giuda!

La nonna materna morì mentre Billy ancora frequentava la scuola elementare. Il nonno era morto due anni prima della nascita di Billy; aveva perso un occhio e una gamba durante la guerra di secessione del 1863. Al momento della morte, la nonna si raddrizzò sul letto e con voce quasi ridente esclamò: “Io vedo Gesù; stende le braccia verso di me! Ed ecco mio marito! Ha ambedue gli occhi e ambedue le gambe!”. Questo episodio ebbe un grande impatto sulla famiglia. (Questo ricordo è raccontato da Billy Graham nel libro “Just As I Am” – Così qual sono).

Quando Billy aveva sedici anni, un evangelista tenne per diverse settimane incontri in una struttura grande vicino alla sua città e i genitori di Billy li frequentarono. La mamma ne rimase molto incoraggiata, mentre il papà trovò la definitiva sicurezza della salvezza. I genitori cercarono di invogliare anche Billy a frequentarli, ma a causa della sua avversione per predicatori ed evangelisti, egli respinse i loro tentativi.

Ma un giorno, mentre era ancora in corso questa lunga campagna evangelistica, Billy lesse un articolo in un giornale locale che parlava di Mordecai Ham, l’evangelista impegnato in quella campagna. Nell’articolo si raccontava che questo noto evangelista aveva denunciato un comportamento scandaloso e immorale verificatosi in un liceo di Charlotte. Girava voce che i colpevoli avrebbero frequentato una riunione di Ham per protestare contro la sua denuncia. Billy si incuriosì di questo fatto. “Gli faranno forse del male?” – si chiedeva Billy – “E come reagirà poi l’evangelista?”. Così decise di frequentare l’incontro, insieme a circa 5.000 altre persone, per osservare ciò che sarebbe accaduto.

Billy non ricordò in modo preciso le parole del predicatore ma tornò a casa molto moto serio quella sera: lo Spirito di Dio stava operando nel suo cuore. Perciò decise di frequentare tutti gli incontri successivi, nel corso dei quali il predicatore metteva ripetutamente in luce la necessità di essere convertiti.

Billy si domandava: “Perché quell’uomo sembra predicare direttamente a me? Io sono stato battezzato da bambino, ho imparato il catechismo della chiesa Presbiteriana e ho anche fatto la cresima. Sono veramente un peccatore?”.

Billy e un suo amico decisero di evitare lo “sguardo accusatore” dell’evangelista chiedendo di poter cantare con la corale, collocata dietro, alle spalle del predicatore. Anche in quella posizione però Billy non riuscì a evitare la voce dello Spirito Santo, che insisteva mettendo in evidenza il suo bisogno di “nascere di nuovo”. Una sera durante l’appello ad accettare Cristo come proprio Salvatore, Billy cedette la sua volontà a Cristo e si convertì.

Campagne evangelistiche in tutto il mondo, ma non in Italia

In seguito frequentò per un periodo una scuola biblica, poi il Florida Bible College. Mentre egli frequentava un campo biblico come aiutante, uno dei responsabili gli chiese di predicare durante un incontro.

Per prepararsi al meglio, Billy elaborò appunti per ben quattro sermoni ma, a causa della sua agitazione in quella sua “prima” occasione, li esaurì tutti e quattro in cinque minuti!

Mentre frequentava il Florida Bible College, a Billy fu chiesto di predicare agli angoli delle strade e in alcuni parcheggi per roulotte. Ad ascoltarlo c’erano sempre fra le duecento e le mille persone. Fu in quelle occasioni che si manifestò il suo dono divino per l’evangelizzazione.

Sarebbe stato facile per quest’uomo di Dio prendere per sé tutti gli onori e montarsi la testa a proposito dei risultati straordinari delle sue campagne evangelistiche e degli altri ministeri (radio, televisione, stampa) che raggiungevano milioni di persone in tutto il mondo.

Un esempio di come il Signore si serviva di lui furono le crociate (campagne) che Billy Graham tenne a New York City e al Madison Square Gardens da maggio a settembre del 1957. In quell’occasione, migliaia di persone frequentarono le riunioni e furono registrati i nomi di ben 61.000 persone che avevano una professione di fede accettando Cristo come loro Salvatore. La campagna evangelistica con il maggior numero di presenze fu quella tenuta nel 1973 a Seul nella Corea del Sud, dove furono contati più di un milione di ascoltatori!

Ci sono state campagne in tutte le parti del mondo. Alcuni si possono domandare come mai Billy Graham non ha tenuto nessuna campagna in Italia?

Egli venne a Torino il 7 gennaio 1967, ma non vi condusse nessuna campagna evangelistica. La ragione fu l’assenza dei prerequisiti da lui richiesti per le sue campagne.

Ovunque egli predicava, richiedeva il consenso di tutte le “autorità ecclesiastiche” del paese. In Italia, molti evangelici non furono d’accordo di condividere il palco con preti o vescovi cattolici, dal momento che sarebbe stato, questo, un compromesso con dottrine non bibliche. In molti Paesi le autorità religiose non avevano esitato di permettere ai loro seguaci di frequentare le sue campagne, dal momento che Graham prometteva di non “rubare” le loro pecore. Billy dava anche alle autorità la possibilità di essere presenti insieme a lui sul palco, per poter ottenere la loro collaborazione e per poter raggiungere più persone con il messaggio del vangelo. Anche se non siamo d’accordo con questi compromessi, non si può mai dire però che il fratello Graham abbia compromesso il messaggio che predicava.

Quando un giornalista chiese a Billy “Per che cosa vorresti essere ricordato quando terminerà il tuo soggiorno terreno?”, egli rispose: “Voglio essere ricordato come una persona fedele a Dio, fedele alla mia famiglia, fedele al messaggio delle Scritture e fedele alla mia chiamata… di aver consacrato al Signore tutta la mia vita, senza aver mai guardato indietro”.

Quale traguardo e quale eredità da imitare da parte nostra!

Il fratello Graham si ritirò dal ministero pubblico nel giugno del 2005, a causa dell’evidente e graduale avanzare del morbo di Parkinson che lo aveva colpito.

Spesso durante le sue campagne evangelistiche Billy, imitando le parole del noto evangelista D.L. Moody, affermava: “Un giorno sentirete la notizia che Billy Graham è morto, ma non ci credete perché, allora, io sarò più vivo che mai!”.

Ai funerali del fratello Graham sono state presenti personalità di tutto il mondo, incluse il Presidente e il Vicepresidente degli Stati Uniti.

Tra i presenti si parlava molto dell’accoglienza celeste che avrebbe atteso quell’uomo di Dio, al momento del suo passaggio da questa vita e di ciò che stava sperimentando davanti al trono della Grazia.

Che questa stessa certezza possa caratterizzare l’attesa ogni credente!    

Probabilmente IL CRISTIANO è stata la prima pubblicazione evangelica a diffondere in Italia un testo di un Billy Graham non ancora quarantenne e allora poco conosciuto nel nostro Paese. Fu il fratello Abele Biginelli, al tempo direttore responsabile del mensile, a far tradurre e a pubblicare il testo di un messaggio tenuto durante la campagna evangelistica di Londra nello stadio di Harringway. Con piacere ne riportiamo il testo integrale. Dalla sua lettura emergono la centralità della Bibbia e della persona di Gesù nelle predicazioni di Graham e l’immediatezza dei suoi appelli.

da IL CRISTIANO 7/luglio 1957; pagg. 157-158

di Billy Graham

Vi parlo, questa sera, con il cuore oppresso. Non posso descrivervi le emozioni che provo ed i pensieri che mi occupano. Ho assistito oggi, alla Camera dei Comuni, al dibattito sulla bomba H. Credo che potrei parlarvi dieci ore su questo fatto. Il signor Attlee[1] ha aperto la discussione che fu seguita in un silenzio tale che mai ho notato in nessun’altra assemblea parlamentare. L’ambasciatore americano, il generale Gruenthler[2], ed altre personalità erano presenti alle tribune dei diplomatici. Quella della stampa era al completo talché il mondo intero seguiva la discussione attraverso gli inviati dei propri giornali.

Il Sig. Attlee disse che il mondo si trova di fronte ad una situazione senza confronti nella storia: abbiamo un’arma capace di distruggere le più grandi città del mondo; quest’arma può essere sviluppata ed i mezzi di propulsione perfezionati in modo tale che non sappiamo ciò che il prossimo avvenire potrà riserbarci specialmente per ciò che riguarda le spolette, i proiettili teleguidati ecc. ecc. Non potendo avere alcuna fiducia nella natura umana tali forze potrebbero provocare la totale distruzione del mondo. Quando Attlee finì la sua relazione si ebbe l’impressione che non si potesse più parlare in termini di anni ma soltanto di mesi od anche di settimane.

In seguito Churchill disse qualcosa che mi fece passare come un brivido lungo la spina dorsale. Affermò che l’Occidente aveva quest’arma e che l’aveva anche l’Oriente. Io vedevo, nelle due parti del mondo, degli uomini potenti con le loro teste fra le mani. I due blocchi posseggono la stessa arma di distruzione. Ma non è a caso che la nostra crociata cristiana viene fatta proprio in questo momento e che io sia qui per dirvi che c’è una speranza. Questa speranza si trova in un solo Libro: la Bibbia!

Risalendo la corrente della storia l’apostolo Pietro dice che vi fu un’epoca in cui l’umanità, a causa dei suoi peccati, fu distrutta per mezzo dell’acqua. Noè e la sua famiglia furono i soli a scampare al diluvio. Lo stesso Iddio che permise la distruzione di quella generazione per mezzo dell’acqua ha riserbato al giudicio del fuoco la nostra generazione per cui è parlato “del gran giorno del giudizio degli uomini empi”. “Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa come alcuni credono, ma è paziente, non volendo che alcuno perisca ma che tutti giungano a ravvedersi”.

Se il nostro mondo si pentisse del suo peccato e ritornasse a Dio io sono pienamente convinto che il giorno del giudicio sarebbe ritardato. Ninive stava per essere distrutta e Dio mandò Giona a predicarvi il pentimento. Giona lo fece e Ninive si pentì dei suoi peccati e fu risparmiata. Iddio non vuole che il mondo perisca per l’esplosione della bomba all’idrogeno. Egli vuole che tutti gli uomini siano salvati, ma la sua Parola dichiara che vi è una sola via di salvezza. Dio ci ha risparmiati nella prima e nella seconda guerra mondiale, ma non ci siamo inginocchiati per umiliarci e ringraziarlo! Questa notte a New York, a Londra, a Parigi e a Roma si continuerà a mangiare, a bere e a divertirsi malgrado l’ora terribile che grava sulla storia del mondo.

Non abbiamo il diritto di chiedere a Dio la liberazione se prima di tutto non preghiamo, se non cerchiamo la sua faccia, se non lasciamo le nostre vie malvagie e se non ritorniamo a lui.

Io credo che queste riunioni di Harringway
siano più importanti di tutte le conferenze dei diplomatici e degli uomini di Stato. Iddio può risparmiarci per amore dei credenti. Io vi porto la speranza, perché Gesù Cristo, il Figliuolo di Dio, che è venuto sulla terra più di 1900 anni fa, che insegnò e guarì i malati, che morì sulla croce e risuscitò, RITORNERÀ come è scritto nel libro degli Atti 1.10. Egli è venuto sulla terra perché gli uomini erano dei peccatori.

Tanto il Sig. Attlee che il Sig. Churchill e gli altri oratori hanno detto che il problema del mondo oggi non è la bomba H, ma quella della natura umana: il problema di uomini che non sono moralmente e spiritualmente qualificati per controllare queste terribili armi. Il problema è quello del cuore umana che è sopra ogni altra cosa ingannevole e peccatore. Iddio sapeva che l’uomo gli avrebbe disobbedito. Quando lo creò alla sua immagine e lo mise nel giardino di Eden, lo fornì della capacità di scegliere fra l’obbedienza e la disobbedienza ed egli scelse la disobbedienza. Da questo momento l’umanità divenne peccatrice e ognuno di noi viola le giuste leggi di Dio. Ed il problema attuale dell’umanità è il problema del peccato che è nel nostro cuore: nel mio cuore!

Mille anni fa gli uomini lanciavano delle frecce ed oggi gli stessi uomini premendo un bottone lanciano la bomba H!

Siccome l’umanità ha perduto la comunione con Dio, questa comunione può essere ristabilita soltanto per mezzo di Gesù Cristo. Così Dio stesso, nella persona di Gesù, venne in questa terra, insegnò una nuova maniera di vita ed avvertì: “Se non vi ravvedete, tutti similmente perirete” (Luca 13:1,5). Se non lasciate i vostri peccati per darvi a Gesù, voi perirete. Egli ci parlò e poi morì sulla croce, non per caso ma secondo il disegno di Dio affinché potessimo essere salvati mediante la fede in lui. La Parola di Dio afferma che noi possiamo trovare la pace “per il sangue della croce”. Si tratta forse della pace del mondo? NO! Ma della pace personale, perché la pace dell’individuo deve precedere quella del mondo. E noi troviamo questa pace personale quando ci rivolgiamo a Dio con umiltà, riconoscendo il nostro peccato e ci pentiamo con la volontà di rinunziare al male. Diamoci allora, per mezzo della fede, a Cristo crocifisso e troveremo la pace, la pace con Dio.

Egli sapeva che il mondo non avrebbe accettato il suo messaggio e che non si sarebbe pentito, Gesù sapeva che la stragrande maggioranza degli uomini avrebbe continuato a camminare nella via larga che mena alla perdizione e, sapendo questo, promise ai suoi che sarebbe ritornato personalmente.

Non pensavo, oggi, di predicare su questa dottrina ma è opportuno che questa nota risuoni e che l’esatto significato degli insegnamenti delle Sacre Scritture siano presentati questa sera.

Non possiamo continuare a dibatterci nell’impotenza e nella disperazione, sperduti nelle nebbie della filosofia e delle idee umane. Dobbiamo ritornare alla Bibbia che contiene l’unica speranza. L’intellettualismo ha dovuto capitolare, il materialismo ed i suoi addentellati hanno fatto fallimento. La sola speranza che rimane è il ritorno benedetto del Signore Gesù. Egli ha detto: “Nell’ora che non pensate il Figliuol dell’uomo verrà”. E poi ha aggiunto il seguente avvertimento che io vorrei imprimere nel vostro spirito: SIATE PRONTI!

Ora vi domando: Siete venuti a Gesù Cristo crocifisso? Sapete che i vostri peccati sono perdonati? Siete pronti di presentarvi di fronte a Dio? Se io non avessi la certezza nel mio cuore che i miei peccati sono stati lavati nel sangue di Cristo e che io sono NATO DI NUOVO, non credo di poter continuare a vivere. È Gesù Cristo la sola speranza nella vostra vita spirituale? Lo conoscete? Siete pronti? La Bibbia insegna che tutti i credenti che sono morti nella fede in Gesù Cristo al suo ritorno risusciteranno dai morti e che tutti i cristiani che saranno viventi in quel tempo saranno trasfigurati e rapiti ad incontrarlo nell’aria.

Ma la Bibbia insegna anche che il ritorno di Cristo determinerà una separazione definitiva ed irrimediabile. Di due uomini che saranno in un campo, uno sarà preso e l’altro lasciato; di due donne che macineranno al molino, una sarà presa e l’altra lasciata (Matt. 24:40-41). La Bibbia insegna ancora che la venuta di Cristo sarà improvvisa e inattesa e coloro che conoscono Gesù Cristo come loro Salvatore, saranno sempre con il Signore. Insegna inoltre che la sua venuta inaugurerà una nuova era nella quale Gesù Cristo regnerà sul mondo intero. Iddio ci dice che ci dà la sua vita ma che voi dovete nascere di nuovo. La via stretta che conduce alla Vita Eterna vi costerà qualcosa. Bisogna che il vostro modo di vivere sia cambiato. Dovete leggere la Bibbia, pregare, frequentare le riunioni spirituali, darvi alle cose di Dio e rinunciare ai piaceri colpevoli. Bisogna che vi consacriate totalmente al Signore Gesù Cristo. Lo Spirito Santo vi attira, vi parla in questo momento. Ma la Bibbia v’avverte anche che “lo Spirito di Dio non contenderà per sempre con l’uomo”. Venite ora, mentre vi parla. La bomba H non è ancora caduta. Oggi è il giorno della salvezza! Questa è l’ora di Dio! Nella epistola ai Romani 10:9 leggiamo: “Se tu confessi con la tua bocca il Signore Gesù e se tu credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, tu sarai salvato”. Io vi supplico: Date la vostra vita a Cristo, prima che sia troppo tardi!

Amen    

[1]1 Clement Attlee era presidente del partito laburista.

[2] Il generale Alfred Gruenthler, noto per aver pianificato l’invasione dell’Italia da parte degli Alleati nel 1943, fu nominato ambasciatore a Londra dopo aver lasciato la carriera militare.