Un piccolo testimone

Il 3 gennaio u.s. Il Signore chiamava improvvisamente a sé, a seguito di un incidente stradale, il piccolo Davide Ciuffreda di 10 anni, unico figlio di Michele ed Antonella Ciuffreda dell’assemblea di Reggio Emilia, via papa Giovanni XXIII. La notizia si è rapidamente diffusa, anche perché Davide era ben conosciuto non soltanto nel suo paese di residenza (Albinia), ma anche nell’ambito più vasto delle nostre Assemblee per aver frequentato alcuni Campi biblici e per aver partecipato più volte ad attività promosse dall’Associazione Scout Evangelici Italiani. A distanza di qualche mese i suoi genitori ricordano con riconoscenza come il Signore si sia servito della sua breve vita.

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Cresciuto alla “scuola” del Signore

Davide è nato in una famiglia di credenti il 29 gennaio 2007.

Ha trascorso la sua infanzia frequentando la chiesa con i suoi genitori e le lezioni della scuola domenicale.Davide è nato in una famiglia di credenti il 29 gennaio 2007.

La sera prima di andare a letto spesso si leggeva qualche testo biblico che parlava di Gesù e, dopo averlo spiegato, si concludeva con un tempo di preghiera al quale anche lui aveva cominciato a partecipare.

Una cosa che ci piaceva fare, specialmente a Davide, era di raccontare le storie bibliche attraverso il teatrino; a volte inventavamo insieme anche delle storie a sfondo evangelistico. E lui non vedeva l’ora di prendere le marionette e interpretare i vari personaggi.

All’età di otto anni, cominciò a frequentare i primi Campi biblici. Il primo che fece fu nel 2015 insieme a noi, ad un Campo famiglie a Isola del Gran Sasso (TE). Qui notammo che si era aperto fino a pregare in pubblico nel gruppo dell’ora felice insieme con altri bimbi e realizzava con gioia il suo desiderio di stare in mezzo ai suoi coetanei. Nello stesso anno facemmo anche un Campo in Sicilia a Ispica (RG). E lì alcuni fratelli ci dissero che era la prima volta che ascoltavano un bimbo pregare in modo profondo durante gli incontri con gli altri.

Nel 2016 ad aprile per la prima volta fece un mini Campo scout di tre giorni a Brugnato (SP), fu così entusiasta di questa esperienza che decidemmo di iscriverlo anche ad un Campo che si sarebbe svolto a luglio a Poggio Ubertini (FI).

E a luglio lo accompagnammo a questo Campo. Era la prima volta che faceva un Campo da solo per una settimana intera, senza di noi. Sinceramente eravamo un po’ preoccupati ma vedevamo lui molto tranquillo e sereno e, quando lo lasciammo, la sua tranquillità era diventata anche la nostra. Quando lo andammo a prendere a fine Campo per accompagnarlo al Campo scout di Brugnato, lui ci disse in macchina, durante il viaggio, che ci doveva dire una cosa importante. Ci confidò di aver accettato Gesù nel suo cuore. Che gioia!! Per questo, in seguito, chiedemmo preghiere anche alle sorelle e ai fratelli della nostra chiesa affinché in Davide potesse crescere il desiderio di conoscere meglio Gesù anche per confermare la sua decisione.

Nel 2017 Davide frequentò nuovamente il Campo ragazzi a Poggio dove con più convinzione, a fine Campo, dopo un appello si alzò insieme ad altri ragazzi per ringraziare il Signore per sua conversione e per affidare a lui la sua vita.

Anche in quell’occasione, una settimana dopo il Campo di Poggio lo portammo al Campo scout di Brugnato. Iniziammo poi come famiglia a collaborare con il gruppo scout di Brugnato, infatti dopo l’estate facevamo una volta al mese un’uscita con loro. Ovviamente Davide era sempre con noi.

Le sensibilità e la profondità delle sue preghiere spesso colpiva chi lo ascoltava. Amava il creato era attirato dal cielo e più di una volta faceva domande del tipo: “Quanto è lontano da qua la Casa di Dio?”. Una volta ci ha fatto una domanda che ci fece sorridere: eravamo in aereo e ci disse: “Ma qui siamo più vicini alla Casa di Dio? Dove si trova?”. La sera quando si leggeva la Bibbia spesso si parlava del sacrificio di Gesù sulla croce, grazie al quale possiamo veder cancellati i nostri peccati una volta per sempre e ricevere il dono della vita eterna.

A Davide piaceva ascoltare, quando gli raccontavamo come Gesù è dovuto morire per poi risuscitare e tornare in Cielo. Davide aveva ben compreso che chi lo accoglie nel proprio cuore un giorno, dopo la morte, andrà in cielo dal Signore. Aveva capito bene l’amore di Dio ed il motivo per il quale Gesù è venuto sulla terra.

Davide a scuola non frequentava l’ora di religione. A volte incontrava qualche difficoltà perché a lui non piaceva il calcio, amava fare atletica e per questo veniva preso in giro dai compagni di classe. Ma aveva imparato a rispettare tutti e a non dire parolacce e, quando c’era qualcuno da difendere, lui era sempre il primo ad intervenire.

Un saluto toccante

Il 3 gennaio Davide è andato in Cielo. I suoi amici ci hanno raccontato che nei suoi ultimi giorni a scuola ripeteva spesso la frase: “Bisogna avere Gesù nel cuore perché oggi ci siamo, ma domani non lo sappiamo”. La sua amica del cuore ci ha detto che, prima delle vacanze “di Natale”, le ha detto: “Ilaria ti devo salutare perché devo andare dal Signore in un posto bellissimo e non vedo l’ora di andarci”. Ovviamente lei non poteva capire, probabilmente lo Spirito Santo stava preparando Davide facendogli sentire che presto sarebbe andato dal Signore. Ilaria è rimasta molto colpita quando il 3 gennaio in televisione ha sentito che Davide era rimasto vittima di un incidente stradale. È andata dalla mamma e le ha detto: “Mamma, Davide aveva ragione quando mi ha detto che doveva andare dal Signore”.

A Capodanno abbiamo partecipato ad un Campo famiglie a Roseto degli Abruzzi (TE). L’ultimo giorno ad alcuni ragazzi che erano seduti al tavolo con lui Davide chiese se avessero accettato Gesù nel cuore. Davide testimoniò che lui lo aveva già accettato e ad un suo amico ripeté la sua solita frase incoraggiandolo a ricevere Gesù nel cuore, perché dobbiamo essere pronti, dal momento che “oggi ci siamo, domani non lo sappiamo”.

Fino alla fine, Davide è stato un piccolo testimone di Gesù. All’incontro di saluto siamo stati consolati nell’ascoltare le testimonianze delle persone che conoscevano Davide e che hanno raccontato come lui amasse Gesù e il suo creato e come avesse una sensibilità particolare nell’aiutare e consolare gli altri. E questo lo aveva imparato conoscendo nella sua crescita la persona di Gesù.

Ci hanno colpito le parole di Pasquale, uno degli organizzatori del Campo di Capodanno al quale avevamo partecipato, quando ci ha detto che noi tutti, insieme alle tante persone che erano presenti al suo saluto, è come se fossimo stati invitati da Davide per essere evangelizzati.

Ci hanno toccato le parole scritte in un quotidiano locale da un giornalista che ha partecipato al funerale di Davide:

Dal pulpito, davanti a una folla oceanica, attonita e ammutolita, parole di conforto e di speranza. Su tutti il messaggio e la testimonianza di fede che proprio Davide ha saputo vergare e incidere con una sorprendente lungimiranza. In più, durante i vari interventi che si sono succeduti durante la cerimonia, hanno ricordato le parole che Davide aveva espresso nei giorni precedenti a quell’infausto incidente: «Vi devo salutare, perché devo andare dal Signore». E poi l’esortazione fatta, in dicembre, a un amichetto: «Devi accettare Gesù nel tuo cuore, perché non sappiamo se domani ci saremo».

Ecco chiara la missione di Davide. «Gesù vi sta parlando – ha ribadito chi presiedeva la cerimonia, rivolgendosi ai presenti – attraverso la vita di Davide». Un’esistenza terribilmente breve, ma sorprendentemente intensa e profonda, così come la fede che aveva saputo interpretare e implementare attorno a sé.

E di persone grandi e piccine, Davide ne aveva folgorate davvero tante. A rendergli l’ultimo saluto… c’erano anche loro, i vigili del fuoco laziali che, intervenuti in quel tragico incidente, avevano raccolto e abbracciato il corpicino esanime del piccolo Davide… C’erano tutti gli amici scout a consolidare un rapporto di amicizia che resterà indelebile per sempre: un gruppo compatto, coeso che aveva coinvolto anche i genitori dello stesso Davide… Ma soprattutto c’erano loro: i ragazzini che lo avevano conosciuto e con i quali aveva trascorso intense esperienze di vita quotidiana che rimarranno forgiate nei loro cuori”.