Sifra e Pua

Nel nostro cammino possiamo trovarci ad affrontare situazioni nelle quali ci viene richiesto qualcosa che sappiamo essere in chiaro contrasto con la volontà di Dio. Come ci comportiamo? Acconsentiamo, pur consapevoli che così facendo non onoreremo nostro Padre? Oppure rifiutiamo, preferendo ubbidire a Dio, anche se sappiamo che andare controcorrente potrà costarci caro?

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Due donne poco conosciute

Sifra chi? E Pua chi sarebbe? Ebbene, ci sono solamente sette versetti in tutta la Bibbia che parlano di queste due donne: Sifra e Pua”.

Non sono famose come ad esempio Sara, Rebecca e Rachele, eppure, ciò che hanno fatto ha portato alla salvezza l’intera nazione di Israele.

Il re d’Egitto parlò anche alle levatrici ebree, delle quali una si chiamava Sifra e l’altra Pua, e disse: «Quando assisterete le donne ebree al tempo del parto, quando sono sulla sedia, se è un maschio, fatelo morire; se è una femmina, lasciatela vivere». Ma le levatrici temettero Dio, non fecero quello che il re d’Egitto aveva ordinato loro e lasciarono vivere anche i maschi. Allora il re d’Egitto chiamò le levatrici e disse loro: «Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i maschi?» Le levatrici risposero al faraone: «Le donne ebree non sono come le egiziane; esse sono vigorose e, prima che la levatrice arrivi da loro, hanno partorito». Dio fece del bene a quelle levatrici. Il popolo si moltiplicò e divenne molto potente. Poiché quelle levatrici avevano temuto Dio, egli fece prosperare le loro case” (Esodo 1:15:21).

Ho provato a immaginare una sorta di carta di identità per entrambe.

Nomi: Sifra e Pua

Lavoro: levatrici, oggi diremmo ostetriche

Nazionalità: Ebraica

Domicilio: Egitto

Segni particolari: Donne coraggiose e timorate dell’Eterno.

Cosa possiamo imparare da loro?

Il libro dell’Esodo racconta principalmente la storia di Mosè, servo di Dio che libera il popolo di Israele dalla schiavitù d’Egitto. Al primo capitolo del libro troviamo questo antefatto. Prima che Mosè nascesse, Dio si servì in maniera straordinaria di queste ostetriche. Ci troviamo appunto in Egitto, uno dei regni più grandi e potenti della storia antica. Il Faraone era un re ed era considerato il dominatore più grande del mondo. Proprio questo sovrano ordina a queste due donne di “far morire durante il parto delle donne ebree i maschietti”. E loro cosa fecero?

Non fecero ciò che il re d’Egitto aveva ordinato loro di fare”.

Come mai? La Bibbia ci dà la risposta: perché “temevano Dio” (v. 17).

Il coraggio che salvò una nazione

Forse è molto probabile che loro abbiano assistito al parto di Jochebed, la madre di Mosè, e che quindi abbiano visto nascere Mosè stesso. Pensate cosa sarebbe successo… se lo avessero fatto morire!!! Queste donne sono senza ombra di dubbio un esempio straordinario di fede e di donne che sono andate contro corrente, a rischio della propria vita.

L’unica cosa che queste levatrici sapevano era che il Faraone chiedeva loro di fare qualcosa che dispiaceva a Dio, ma hanno dimostrato di ascoltare e temere Dio più del Faraone, rispettando la vita di tanti piccoli neonati.

Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini” (At 5:29), ed è proprio ciò che loro hanno fatto.

I figli di Dio fanno ciò che è giusto agli occhi di Dio, non agli occhi del mondo. Ci vuole coraggio per fare ciò che è giusto agli occhi di Dio, ma Dio ha sempre un piano più grande che potremmo non vedere e comprendere subito. Attraverso questa storia ho imparato personalmente che non ci sono personaggi minori agli occhi di Dio. Ci sono circa 31.000 versetti nella Bibbia. Solo pochi versetti parlano di Sifra e Pua, ma la loro obbedienza a Dio ha salvato una nazione.

Dobbiamo anche ricordare che non esistono persone minori, inferiori o insignificanti per Dio! Questa è un’attitudine più umana che divina. Sappiamo infatti che Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2Ti 3:16-17), e quindi ogni parola che troviamo nella Parola di Dio è stata scritta per il nostro ammaestramento.

Bisogna scavare e meditare questo tesoro straordinario, anche nei racconti i cui protagonisti ci sembrano di minor importanza.

Domande di riflessione e meditazione personale

Rileggi per conto tuo l’intera storia in Esodo 1: 15-21.

1. Avresti il coraggio di disobbedire a qualcuno potente come il Faraone?

2. Cosa vuol dire per te nella tua quotidianità che “bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini”?

3. Cosa possiamo imparare da Sifra e Pua noi donne del ventunesimo secolo?

4. L’aborto è un tema di attualità, spesso viene anche strumentalizzato dalla politica e da correnti femministe, come baluardo della libertà femminile. Quale insegnamento possiamo trarre dalla Bibbia, riguardo a questo tema, anche attraverso la storia di Sifra e Pua?