20 luglio 1969 – Lo sbarco del primo uomo sulla luna

Ciò che è stato è quel che sarà; ciò che si è fatto è quel che si farà; non c’è nulla di nuovo sotto il sole…Ciò che è storto non può essere raddrizzato, ciò che manca non può essere contato…” - Ecclesiaste 1:9, 15

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Alle ore 22:17 (ora italiana) di domenica 20 luglio 1969 la navicella spaziale Apollo 11 toccò il suolo lunare. L’astronauta statunitense Neil Amstrong fu il primo uomo ad appoggiare il suo piede sulla Luna.  Al momento di iniziare la sua prima passeggiata sulla Luna, pronunciò una frase diventata poi celebre nel corso degli anni: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l’umanità”. Che quello compiuto da Amstrong fosse “un piccolo passo” non ci sono dubbi; molti dubbi restano invece sul fatto che questo “piccolo passo” testimoniasse “un balzo da gigante dell’umanità”.

Sono trascorsi cinquant’anni da allora. È fuor di dubbio che, dal punto di vista scientifico e tecnologico, quel “balzo da gigante” vi sia effettivamente stato. Basti pensare ai tanti successi delle ricerche biologiche e mediche, al computer con il quale sto scrivendo, al cellulare che squilla sulla mia scrivania, alla velocità istantanea nella trasmissione di qualsiasi comunicazione ed immagine ecc…

Ma “ciò che è storto” è stato “raddrizzato”? Sono cessate le guerre? Si sono svuotati gli arsenali? Sono cessate le ingiustizie sociali? È cessato lo sfruttamento

dell’uomo sull’uomo? È scomparsa la malvagità umana? Sono state abolite le carceri? Sono stati risolti i problemi della fame e della sete in tante zone del mondo? Sono stati risolti i tanti ed angosciosi problemi esistenziali?

Le risposte a queste domande ci mostrano che il “balzo da gigante” non c’è stato. Davanti alla Luna siamo ancora là a chiederle con il poeta:

Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?
[1]

Non c’è progresso scientifico e tecnologico che possa offrire una risposta alle domande che esprimono da sempre il bisogno che l’uomo ha di comprendere il significato della propria vita e di conoscere il proprio futuro oltre “questo vagar suo breve” sulla terra.

No! Purtroppo il “balzo da gigante” non è stato compiuto “conquistando” la Luna! Ma può essere compiuto! Come? Lasciandomi “conquistare” da Cristo: solo la sua Parola potrà dirmi “a che vale” la mia vita e potrà farmi conoscere “ove tende questo vagar mio breve”.  

[1] Dal “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” di Giacomo Leopardi.