Senza limiti

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Alcune domeniche fa il Signore mi ha fatto dono di ascoltare un caro fratello che, commentando la richiesta rivolta a Gesù relativamente al perdono (“Quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?”, Mt 18:21), ha osservato che Pietro si aspettava sicuramente che il Maestro gli indicasse una misura precisa da considerare poi come regola per la sua vita. Ma Gesù lo ha sorpreso proponendogli un numero (“settanta volte sette”) con il quale gli indicava che, quando si parla di perdono, non si possono fissare delle regole né porre dei limiti. Praticamente Gesù ha risposto a Pietro che il perdono va accordato sempre. E Paolo, parlando di perdono nella sua lettera alla chiesa di Efeso, riprese nella sostanza l’indicazione di Gesù: “Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo” (Ef 4:32). Il modello che ci viene proposto è il perdono che Dio ci ha accordato in Cristo e che è effetto della sua Grazia sovrabbondante. È con questo modello che dobbiamo entrare in sintonia.

Questa riflessione mi ha portato a pensare ad altre realtà del nostro cammino con il Signore che hanno – come il perdono – una sola regola, quella di viverle senza limiti. Dio ci ricorda infatti che sono “beati quelli che… lo lodano sempre” (Sl 84:4), sono “beati” coloro che vivono ogni momento della loro vita (“sempre”!) ammirandolo ed esaltandolo e, soprattutto, approvando quello che fa. La nostra lode non deve avere cioè limiti di tempo (non può essere ristretta ad una sola ora domenicale) né limiti di spazio (non deve attendere un luogo particolare per essere espressa) né limiti di persone (non si esalta Dio soltanto quando siamo con altri che lo esaltano, ma a maggior ragione siamo chiamati ad esaltarlo quando ci troviamo con chi gli è indifferente o addirittura lo disprezza). Soprattutto non deve avere limiti di situazioni (lodo Dio solo quando le vicende della mia vita vanno bene); non dovremmo mai dimenticare anche nelle avverse circostanze della vita quanto abbiamo già ricevuto da Dio e quanto stiamo ricevendo da lui pur in mezzo alla tempesta.

Oltre alla lode siamo chiamati a vivere senza limiti anche la nostra preghiera. Spesso ricordiamo l’esortazione rivolta da Paolo ai cristiani di Tessalonica: “Non cessate mai di pregare” (1Te 5:17). Ma è un’esortazione che non possiamo comprendere se non comprendiamo bene cosa è la preghiera. Normalmente limitiamo la nostra comprensione della preghiera al momento nel quale ci fermiamo, con una particolare postura del corpo, e ci rivolgiamo al nostro Padre celeste, in silenzio o ad alta voce, da soli o con la chiesa, esprimendogli le nostre richieste, le nostre suppliche, i nostri ringraziamenti. Certo è, questo, un aspetto importante della preghiera, ma è un aspetto che i nostri impegni quotidiani limitano a momenti ben definiti delle nostre giornate. Per cui dovremmo concludere che è impossibile pregare senza mai smettere. Ma l’esortazione di Paolo ci ricorda piuttosto che non dovremmo mai staccare la spina nella nostra relazione con il Signore, mai interrompere il collegamento con lo Spirito che è presente in noi e vuole operare per noi, per il nostro bene. La preghiera continua (o come si usa dire oggi: h24) è quindi la consapevolezza, concretamente sentita e vissuta, che abbiamo in ogni istante bisogno della guida divina e che gli siamo riconoscenti per avere la sua presenza in noi, con noi, accanto a noi.

Infine, siamo chiamati ad amare senza limiti. Davanti al comandamento con il quale Gesù ci ricorda che dobbiamo amarci gli uni gli altri come lui ci ha amati (Gv 13:34), siamo chiamati a chiederci: “Come ci ha amato Gesù? E come continua ad amarci. Paolo ci ricorda come ci ha amato Dio in Gesù: “Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?” (Ro 8:32). Dio è un Donatore illimitato. In ogni aspetto della nostra vita vive senza limiti la sua relazione con noi. Impariamo allora a vivere, anche noi, senza limiti la nostra relazione con lui!