Evangelizzare sul posto di lavoro

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Il fratello Davide Mead è conosciuto in Italia per il suo ministero itinerante tra le Assemblee di alcune regioni del nord (principalmente Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia). Per anni ha fissato la sua residenza per la maggior parte dell’anno a Rivanazzano (PV), lasciata pochi anni fa per tornare definitivamente in Inghilterra, dove svolge il suo servizio nell’assemblea di appartenenza a Bristol. Dopo il suo rientro definitivo, negli ultimi anni è tornato a visitare le Assemblee italiane per alcune settimane in due periodi dell’anno.

Ci ha inviato questa testimonianza.

 

 

Evangelizzare in fabbrica?!?

 

Ho lavorato come impiegato negli uffici di una fabbrica di ceramica. C’erano 1800 operai nella fabbrica e 100 impiegati negli uffici.

Ero già un credente quando ho iniziato questo lavoro.

Mi ero impegnato a vivere la vita cristiana testimoniando ai miei colleghi di lavoro fin dall’inizio, ma dopo qualche anno il Signore mi ha sfidato, tramite un servitore di Dio, a fare di più.

Questo servitore, che una sera sentii predicare in una chiesa, rappresentava un movimento chiamato Workers’ Christian Fellowship (WCF). La sfida era quella di organizzare una riunione evangelistica nella fabbrica durante la pausa del pranzo.

Qualche tempo dopo c’era una campagna evangelistica di Billy Graham in una città e le riunioni vennero trasmesse via cavo alla mia chiesa. Durante queste riunioni ho riconosciuto varie persone che erano operai nella fabbrica. Così ho parlato con alcune di queste persone dell’idea di organizzare una riunione del WCF nella fabbrica.

 

Il direttore non era disposto a darci il permesso di avere una stanza nella fabbrica, ma vicino alla fabbrica c’erano i locali di culto di una chiesa metodista. Il pastore ci concesse uno di questi locali della chiesa; abbiamo stampato dei volantini e una mattina presto davanti al cancello della fabbrica abbiamo distribuito gli inviti alle riunioni. Ogni martedi alcuni sono venuti per una riunione di preghiera ed ogni giovedi abbiamo avuto una riunione di evangelizzazione della durata di mezz’ora.

 

Attraverso gli anni abbiamo visto una media di 30-50 persone frequentare queste riunioni per ascoltare diversi predicatori e, grazie a Dio, abbiamo assistito ad un certo numero di confessione di fede.

 

 

Evangelizzare richiede coerenza e crescita

 

Lo svolgimento di queste riunioni, delle quali ero conosciuto come un organizzatore, fece aumentare in me il senso di responsabilità per essere coerente con la mia condotta vissuta durante l’orario di lavoro nell’ufficio. In particolare con la puntualità ogni mattina, e con l’uso del tempo durante il giorno.

Una cosa importante che cercavo di osservare era quella di non usare il tempo del lavoro per parlare della fede, ma di cercare il tempo libero per parlare del Signore. Sono, forse, piccole cose ma sono importanti.

 

Inoltre, testimoniando e parlando con altri che non avevano le idee chiare quanto alla dottrina,mi sono convinto della necessità di conoscere meglio la Parola di Dio.

Proprio durante il mio ultimo anno nella fabbrica sono accadute una serie di vicende che mi hanno aperto la porta per andare ad una scuola biblica per tre anni, così da approfondire la mia conoscenza della Parola e crescere nella fede. Per me quelli sono stati i tre anni migliori della mia vita, sedendo ai piedi di uomini di Dio e condividendo con altri fratelli tempi meravigliosi.

Mi rendo conto che la mia esperienza nella fabbrica, dove organizzavo delle riunioni di evangelizzazione non è sempre possibile altrove, ma è certo che la vita di ogni credente dovrebbe essere coerente per portare onore al nome del Signore nel posto in cui egli lavora.

(Davide Mead)

 

 

Richiesta di collaborazione

 

Ricordiamo che questa rubrica intende essere uno spazio anche interattivo all’interno del quale esaminare le varie tematiche che ruotano intorno al mondo del lavoro, con tutti gli aspetti che si trova ad affrontare un cristiano che vuole ubbidire al Signore e alla sua Parola.

Per cui la rubrica viene “alimentata” soprattutto grazie agli interventi dei lettori. Fin qui c’è stato chi ha inviato dei contributi interessanti e preziosi: a loro va tutta la nostra gratitudine. Mavorremmo incentivare ancora di più questa interattività. È per questo che abbiamo pensato ad una serie di domande-intervista, chiedendo a quanti sono disponibili a collaborare di inviare le risposte a questo indirizzo e-mail entro e non oltre il 28 febbraio 2015:

b.aresca@inwind.it

 

Preghiamo di specificare la tipologia di occupazione (es.: operaio tessile, dirigente azienda metalmeccanica, insegnante scuole superiori ecc.) e l’assemblea di appartenenza.

Un sincero grazie a quanti offriranno la loro collaborazione per l’edificazione della Chiesa!

 

 

Domande

 

1.   Che cosa ti ha spinto/a a cercare il lavoro nel quale sei occupato/a? È “arrivato” senza una tua particolare ricerca e scelta oppure è stato desiderato e preferito ad altre possibilità? Se è quest’ultimo il caso, in base a quali criteri è stato scelto?

2.  Quali sono le principali difficoltà che, come credente, devi affrontare svolgendo questo lavoro? Ci sono tentazioni, relazioni difficili, preoccupazioni, rischi (fisici, professionali, spirituali)?

3.  Nei momenti difficili incontrati nella tua esperienza lavorativa, ti sei confidato/a con altri credenti? Hai avvertito il supporto e la comunione di altri fratelli e sorelle?

4.  Quale esperienza positiva della tua vita lavorativa ricordi con particolare riconoscenza al Signore e puoi raccontare?

5.  Ci sono situazioni in cui ti risulta difficoltoso conciliare orari e impegni di lavoro con la tua famiglia? E con gli incontri e le attività della tua chiesa locale? Come ti comporti al riguardo?

6.  Consiglieresti un lavoro come il tuo ai tuoi figli o ad altri giovani credenti? Oppure lo sconsiglieresti?

7.  Nella società odierna, nel mondo del lavoro, quali sono secondo te gli elementi positivi e quali sono gli elementi negativi, elementi che un tempo erano diversi da oggi e che sono il risultato di cambiamenti economici e sociali?